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	<title>Commenti a: Gli uffici stampa in Italia sono inutili?</title>
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	<description>Mishmushkila</description>
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		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2005/08/gli-uffici-stampa-in-italia-sono-inutili/comment-page-1/#comment-4</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2005 15:24:05 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Simone, come vedrai dal post che ho appena aggiunto sono completamente d&#8217;accordo con te.<br />
Non esiste, o almeno non dovrebbe esistere, un comunicato stampa senza notizia. Sull&#8217;idea che i comunicati stampa migliori sono quelli scritti da giornalisti, questo è un punto di vista della giornalista che ho contattato e onestamente non sono molto d&#8217;accordo. Anch&#8217;io ricevo comunicati stampa perché la mia società è editrice anche di una rivista. E quelli scritti da giornalisti non mi sono mai sembrati migliori di tanti altri.<br />
Ma credo anche che a molte delle yes-women la fuorì difetti fondamentalmente l&#8217;efficacia comunicativa, che è una forma mentis, prima ancora che un fatto di forma. E per questo credo che anche con un corso di scrittura efficace molte delle yes-woman siano fondamentalmente irrecuperabili.</p>
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		<title>Di: Simone Ramaccini</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2005/08/gli-uffici-stampa-in-italia-sono-inutili/comment-page-1/#comment-2</link>
		<dc:creator>Simone Ramaccini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2005 08:07:23 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che tu abbia ragione. </p>
<p>Nella maggior parte dei casi di comunicazione scritta aziendale (dai comunicati stampa alle relazioni quotidiane con i clienti via email, ecc.) il linguaggio utilizzato è sempre autoreferenziato (&#8220;noi siamo, Pinco Pallo è la prima realtà&#8230;&#8221;)</p>
<p>Quello che in genere non viene quasi mai opportunamente valutato è il &#8220;target&#8221;.</p>
<p>La prima considerazione è che la parola &#8220;target&#8221; (1) rende bene l&#8217;idea di come spesso viene considerato il nostro interlocutore: un vero e proprio obiettivo fisico bersagliato dai nostri messaggi.</p>
<p>La seconda considerazione è che spesso ci dimentichiamo della vera essenza di chi abbiamo di fronte e quindi non sappiamo, o non vogliamo sapere :-) i suoi gusti e le sue preferenze.</p>
<p>Per esempio nel caso di un comunicato stampa sarebbe importante sapere cosa il giornalista vuole in generale dalle nostre notizie (premesso che egli desideri riceverle&#8230;), cosa vuol leggere e soprattutto a cosa gli servono.</p>
<p>Questo primo step potrebbe già essere importante per stabilire una relazione e per offrirgli quello che in effetti vuol trovare nelle nostre comunicazioni. </p>
<p>L&#8217;idea di far scrivere comunicati ai giornalisti potrebbe essere interessante (anche per la categoria), ma mi piace di più pensare che con un buon corso di &#8220;scrittura efficace&#8221; tutte le yes-woman (e non) possano essere in grado di comunicare in maniera efficace i loro messaggi.</p>
<p>&#8212;-<br />
(1) Io preferisco il termine interlocutore, forse perchè più italiani, forse perchè si basa sulla relazione reciproca.<br />
&#8212;-</p>
]]></content:encoded>
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