Eccomi di nuovo con
, il mio nuovo servizio che attinge alle query di Google registrate dal mio blog per dare risposte alle domande più varie sulla comunicazione d’impresa (nota bene: l’uso della parola "servizio" è volontariamente altisonante).
Oggi qualcuno è arrivato a questo blog chiedendo "consigli per chi vuole lavorare in un ufficio stampa". Eccone serviti alcuni:
- competenza: dovete sapere di cosa parlate. Quando i giornalisti vi fanno una domanda si aspettano una risposta e non il playback di qualche comunicato stampa che avete mandato a memoria. A me è capitato di avere collaboratrici che dopo un anno ancora non avevano capito cosa faceva la nostra azienda: secondo voi che impressione fanno ai giornalisti? A me pessima, infatti ho preferito riprendere in mano in prima persona l’ufficio stampa. Chiaramente non dovete sapere tutto. Quando non sapete qualcosa o, meglio, quando è necessario un approfondimento incaricatevi di cercarlo o fate parlare, se è il caso, il giornalista direttamente con un tecnico;
- perspicacia: dove capire con chi parlate. State parlando con persone che scrivono per un pubblico. Dovete avere sempre molto chiaro cosa potete dire e cosa non potete dire. E’ vero che c’è il diritto d’informazione e di cronaca, ma è altrettanto vero che esiste il dovere alla riservatezza nei confronti della vostra azienda o del vostro cliente. Vi troverete sempre nella difficile posizione di rendere un servizio adeguato a due parti, per la loro rispettiva soddisfazione: la vostra azienda/il vostro cliente e i giornalisti;
- attenzione ai dettagli procedurali: i giornalisti generalmente hanno bisogno di informazioni entro termini ben stabiliti. Questi termini generalmente sono particolarmente stretti, può capitarvi, come a me oggi, di dovere organizzare la mattina un’intervista per una diretta radiofonica alla sera. O addirittura, un’intervista che deve essere in onda nel giro di venti minuti. Quindi la domanda d’oro è sempre: per quando serve il materiale, quali sono le scadenze? Inoltre attenti ai formati in cui vengono richiesti i materiali: tenete a portata di mano documenti tanto in formato Word per Windows, RTF o PDF e spedite ciò che vi viene richiesto. Stessa cosa per le immagini: ascoltate con attenzione le esigenze e inviate i formati richiesti, sincerandovi sempre dello spazio disponibile nella casella del giornalisti.
Tags: comeback, ufficio stampa
Tre consigli dettati dal buon senso, dunque senz’altro utili. Un decalogo sarebbe preferibile,
specie perchè trovo che la qualità degli uffici stampa potrebbe essere migliorata (e di molto)
con qualche piccolo e banale accorgimento.
mk
Massimo,
concordo pienamente con te, questi sono tre consigli al volo, certo si può e si deve fare molto di più. Tra l’altro, mi farebbe piacerebbe che mi inviassi o sul blog o per e-mail un tuo commento un po’ più esteso sul tema (parli da addetto stampa o da giornalista?). Lo riporterò nel blog, mi piace molto avere spazi di discussione (d’altronde perché tenere un blog altrimenti ;-)
Perfetto!
Metterò in pratica i suoi consigli non appena trovo un ufficio stampa pronto ad “assumermi”
Studio scienze della comunicazione ed ho intrapreso questo corso di studi per poter
realizzare il mio sogno lavorativo, ma sinceramente trovo enormi difficoltà ad inserirmi
in questo settore o “circolo chiuso!?!”
La ringrazio