Mi sono imbattuto oggi in questo manifesto del Comune di Brescia contro l’inquinamento da polveri sottili (le PM10). Devo dire che ha superato la mia elevata soglia dell’attenzione proprio per la sua pessima realizzazione. Se volete goderne appieno la grafica accattivante dal gusto postnucleare potete cliccare qui.
Passato lo shock dell’impatto con la genialità del manifesto ho voluto perseverare nel mio masochismo. Per questo ho visitato mettiamociunfreno.it, il sito indicato sul manifesto. L’ho immediatamente aggiunto alla galleria degli orrori che già comprende commissariatodips.it (e qui vi rimando a [mini]marketing per una sua analisi).
Permettemi alcune considerazioni sul sito in questione:
- la struttura della navigazione è purtroppo rimasta nella testa di chi l’ha progettato. L’utente si trova disorientato dalla mancanza di indicazioni di come usare il sito, in barba a qualunque studio di psicologia cognitiva;
- il sito è realizzato in Flash per la sua completezza, vi risparmio la solita tirata sul perché Flash è dannoso per la comunicazione (vi rimando a Jakob Nielsen);
- il sito è infarcito di errori, di refusi: ma è possibile che nessuno si sia preso la briga di rivedere il lavoro prima della pubblicazione?
- tra l’altro sembra che chi ha sviluppato il sito non conosca l’idea di ipertesto. Infatti è tutto un susseguirsi di "per fare questo, consulta questa fonte" ma non viene fornito nessun link, lo sfortunato visitatore va a cercarselo su google (il messaggio che passa è quindi un bel "vaffangoogle!");
Una cartellonista orrenda e un sito realizzato veramente molto male. Con i soldi del Comune di Brescia, vale a dire i soldi dei contribuenti, qualche euro anche mio. La domanda che mi sono fatto, questa ed altre volte, è: nella pubblica amministrazione chi controlla i fornitori? In azienda non avrei mai potuto accettare un livello di qualità così basso. La risposta che mi sono dato, questa ed altre volte, è stata: nel pubblico comunicare con efficacia non è mai stata una priorità.
Concordo! Il sito è INnavigabile e pieno di errori.
Come dici tu, se necessità fa virtù… “non necessità” fa… beh, a guardare i contrari di “virtù” nel dizionario dei sinonimi e contrari si trovano dei termini alquanto eloquenti ;-)
[...] Personalmente lo trovo ai limiti del ridicolo, se non semplicemente scandaloso. Sulla stessa linea… rimando a questo post di Carlo Odello in ComunicazioneImpresa [...]