Qualcuno è arrivato al mio blog cercando su Google "Organizzare una fiera". Voglio spendere due parole sul tema perché sono caldo caldo dell’allestimento del Cibus / Dolce Italia a Parma. Organizzare una fiera significa preparare tutto nel minimo dettaglio, verificare con il responsabile dell’ufficio tecnico la mappa dello stand e poi arrivare e scoprire che è tutto da rifare. Perché gli allacci dell’acqua non arrivano dove dovevano arrivare e la corrente idem. O meglio, la corrente arriva, ma a una ciabatta cui potrei collegare il mio palmare, non certo una macchina da caffè professionale da bar (che ha un voltaggio particolare e pensare che tu gliel’hai detto, anzi scritto per e-mail, ma sono parole urlate nel deserto). Quindi, come diceva l’addetto militare dell’Ambasciata italiana al Cairo, bisogna prevedere tutto il prevedibile per gestire solo l’imprevedibile. E soprattutto partire con tanta pazienza, aspettare gli idraulici e gli elettricisti per ore: durante l’allestimento comandano loro.
Questo non solo a Parma, ma un po’ dappertutto, perché la disorganizzazione è uno standard di non-qualità un po’ in tutto il nostro paese. Chissà cosa pensano gli americani e i tedeschi quando vengono a fare fiere da noi: mi ricordo di essere arrivato a Seattle, di essere andato al mio stand, un preallestito. Ho dato un’occhiata, mancava l’allaccio alla corrente elettrica e un faretto. Ma ero arrivato due giorni prima dell’inizio, quindi con grande anticipo. Comunque ho chiesto, mi hanno finito l’installazione con un giorno di anticipo e mi hanno pure restituito una parte delle spese previste e già fatturate e pagate perché l’elettricista aveva impiegato meno tempo del previsto a fare il lavoro. Non ci credevo.