Su [mini]marketing si parla di rassegna stampa. Leggetevi il post e i commenti, offrono uno spaccato interessante su come è percepita oggi la rassegna stampa in molte aziende. (Bravo Gianluca, tema molto interessante, fai bene a parlarne).
Per me la rassegna stampa rimane fondamentale per misurare l’efficacia del proprio ufficio stampa e per dimostrarla al cliente. Non ci sono storie: il cliente desidera che "i giornalisti scrivano di lui". Punto e basta. Quindi raccogliere la rassegna stampa significa dare al cliente la percezione che l’ufficio stampa non è un male necessario, non sono soldi al vento (se poi non avete nulla da fare vedere al cliente allora o sbagliate strategia o avete sbagliato lavoro).
[mini]marketing propone di passare a una versione drasticamente più elettronica della rassegna stampa tramite l’uso di RSS e servizi di monitoraggio on line. Sono in linea teorica perfettamente d’accordo però faccio notare che non tutto passa attraverso il web. Ci sono settori, e quello in cui lavoro io, l’agroalimentare, è uno di questi, in cui l’80% è ancora legato alla carta. Perché? Innanzitutto perché il target delle grandi riviste di settore è solo parzialmente on line. E allora non ci sono vie elettroniche da prendere, anche se certamente sarebbero molto più efficienti. L’unica strada percorribile è lo spoglio, a mano, della stampa, tanto per monitorare la propria reputazione sulla stampa di settore che per monitorare in generale il mercato (o ciò che si dice sul mercato, per essere più precisi).