Cristina è passata di qui e ha lasciato al sottoscritto un quesito non banale. Mi domanda infatti:
Quale formazione è richiesta per lavorare in un ufficio stampa (azienda o pubblico)? Mi posso candidare con una laurea triennale in Comunicazione e un paio di stage alle spalle? Serve qualche altra specializzazione? Cosa mi consigli?
Premetto subito, cara Cristina, che questa è la domanda delle cento pistole. Provo a risponderti per punti, ma spero che altri vorranno darti le loro risposte. Ad ogni modo, ecco cosa penso:
(a) per lavorare in un ufficio stampa pubblico bisogna essere iscritti all’Ordine dei Giornalisti, questo per la legge 150/2000. A me è sempre sembrato semplicemente assurdo perché è risaputo che l’iscrizione all’Ordine non è più garanzia di professionalità. Infatti nell’albo si trovano giornalisti di alta statura morale e professionale, ma anche una folta schiera di improvvisati che non sanno nemmeno cosa significhi gestire efficacemente un ufficio stampa. Per lavorare nel privato non c’è alcun requisito legale particolare (per tua informazione io non sono iscritto all’Ordine)
(b) per quanto riguarda le tue candidature, tu puoi provare a fare ciò che più ti pare e piace, al di là della tua laurea triennale in comunicazione e degli stage che hai fatto. Premetto che la laurea triennale in comunicazione, ma anche la quinquennale come la mia, non sono titoli preferenziali per lavorare nella comunicazione. Fanno parte del tuo bagaglio culturale, qualcosa di quanto hai studiato potrà tornarti utile nel lavoro, ma l’esperienza si fa sul campo. Gli stage in questo senso potrebbero esserti utili per iniziare a carpire alcune nozioni di base, ma dipende dove li fai e con quale spirito. Altre specializzazioni? Dicono che un Master specifico può esserti utile, soprattutto per i contatti che ti procura. Personalmente non ho fatto Master di nessun tipo.
(c) a questo punto mi dirai: Carlo, ma come hai imparato quel (poco) che sai? Risposta: sono figlio di imprenditore e socio di una società di consulenza. Lo spirito imprenditoriale è nel mio sangue e da sempre mi è stato detto: studia, guarda e impara. Entrato in azienda mi sono fatto le ossa per un annetto su vari fronti, lacrime e sangue perché avevo tanta voglia di fare, energia da vendere, ma spesso non nella direzione giusta. Poi ho iniziato a vedere la luce perché ogni giorno osservavo con attenzione. Così ho iniziato a fare qualche errore di meno e a imparare da quelli degli altri. Avevamo un’agenzia di comunicazione, ci ho lavorato fianco a fianco per un anno, ottima esperienza perché ho capito cosa funzionava e cosa no. A un certo punto abbiamo deciso di reinternalizzare l’ufficio stampa e la comunicazione, l’agenzia era un po’ troppo cut & paste per i nostri gusti, poco creativa. E da allora mi occupo in prima persona della comunicazione, anzi ho iniziato a farla anche per altri nostri clienti: da cliente sono diventato fornitore. Ma lo spirito è sempre lo stesso: ascoltare i miei interlocutori, fargli domande, capire le necessità, documentarmi ogni giorno.
Insomma, ora dopo tre anni che lavoro, credo di avere colto alcuni punti fondamentali della professione e devo ringraziare i giornalisti che conosco, i colleghi, gli amici, la mia azienda. Soprattutto ho capito che chi si ferma è perduto, che l’aggiornamento è fondamentale, quindi cerco di raccogliere tutti gli stimoli che trovo nel quotidiano e di documentarmi. Questo blog è nato proprio per confrontarmi con altri, discutere, capire.
Questo blog nasceva circa un anno fa e mi ha aiutato a crescere professionalmente perché mi ha posto in contatto con persone creative e ambiziose. Mi permetto di segnalartene alcune:
- Italo Vignoli ed Enrico Bianchessi, due colleghi di lunga esperienza
- Gianluca Diegoli, geniale nella sua visione del marketing
- Andrea Signori, tante idee e chiare sugli uffici stampa
- Filippo Ronco e Giampiero Nadali, due che hanno capito cosa significa un nuovo approccio alla comunicazione del vino
- Alessandro Maurilli e Filippo Mangione, quasi coetanei, con i quali ogni tanto scambio due amichevoli riflessioni sulla professione (ma mi capita di parlarne anche con altri buone penne come Elisabetta Tosi, Fabio Piccoli e Riccardo Modesti).
Questo è un elenco sintetico, i primi che mi sono venuti in mente, ma per fortuna di persone in gamba ce ne sono nel nostro lavoro. Persone che mi hanno insegnato, e mi insegnano ogni giorno, che coniugando ambizione e creatività si può fare molta strada.
Caro Carlo,
ti ringrazio di cuore per la risposta! In pratica da quel che mi sembra di capire bisogna continuamente tenersi aggiornati
(con corsi e/o da autodidatta) e proporsi senza paura!
Grazie ancora
cri
Sì, e poi quando lavorerai in ufficio stampa, ricordati la centralità del cliente: fagli sentire la tua presenza, sii propositiva, spiegagli cosa stai facendo, valorizza quanto stai facendo. Capita che i committenti non capiscano il lavoro sotteso all’ufficio stampa, bisogna spiegargli le logiche e cercare soluzioni e idee specifiche per i singoli casi, certe volte dire anche di no perché certe pratiche sono dannose tanto per la tua immagine professionale che per quella del tuo cliente (ma magari lui giustamente non lo sa).
oh grazie per la segnalazione. ormai la responsabilità si fa grossa :)
Mi allineo ai ringraziamenti di Gianluca per la segnalazione ;) Per Cristina consiglio un master specifico (io ne ho fatto
uno in Comunicazione d’Impresa e RP, comunque in giro ce ne sono di buoni) e poi la cara e vecchia gavetta. Più esperienze fai in agenzia (dalle piccole alle grandi)più acquisisci i famosi skill…per dirla alla yankee!!!
Grazie ancora per i commenti!
A dire la verità anch’io sto pensando a un master…certo orientarsi non è facile…il punto è che io vorrei andare a fondo di quello che faccio (ovvero del mondo della comunicazione) e temo di incappare in qualche master “fregatura”…la mia università ne ha attivato uno, abbastanza economico e “poverello di contenuti” rispetto a quelli che si trovano in grandi città come Milano. Quindi sto valutando…mah..
vedremo…
:)
Carlo, sono onorato e un po’confuso dalla citazione… Ormai sono pronto per montarmi definitivamente la testa e scrivere “guru” sul biglietto da visita… ;-)
Grazie! Anche qui non si scherza però…!
Salutoni.
ciao sono un fotografo ,volevo sapere se potevo iviare il mio curiculum a un ufficio stampa,