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	<title>Commenti a: La comunicazione del vino, quella nuova: un primo bilancio finale</title>
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	<description>Mishmushkila</description>
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		<title>Di: Gianpaolo</title>
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		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 21:09:50 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Non fraintendemi, sopratutto Carlo. La mia non è una critica tout court al convegno. Anzi, è sicuramente un iniziativa coraggiosa ed utile, ed auspico che possa trovare ancora spazi.<br />
Il mio vuole forse essere un grido di allarme per contribuire a rompere quel muro di incomprensione che sembra esserci tra chi produce e chi comunica, o informa.<br />
Ho detto la mia criticamente, ma al tempo stesso do un plauso all&#8217;iniziativa. La prossima volta sfidiamo i produttori a dirci cosa ne pensano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Lizzy</title>
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		<dc:creator>Lizzy</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 16:23:39 +0000</pubDate>
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		<description>La sagra degli equivoci, insomma, del qui pro quo. 
E per fortuna doveva essere un convegno di comunicatori sulla comunicazione!!!
Siamo messi male, siamo...

:-)))

Lizzy</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La sagra degli equivoci, insomma, del qui pro quo.<br />
E per fortuna doveva essere un convegno di comunicatori sulla comunicazione!!!<br />
Siamo messi male, siamo&#8230;</p>
<p>:-)))</p>
<p>Lizzy</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Filippo Ronco</title>
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		<dc:creator>Filippo Ronco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 16:05:54 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dai Gianpaolo ! Coraggioso da parte tua venire qui dove sei in minoranza schiacciante (siamo già 4 comunicatori a 1 produttore)..dai, scherzo !</p>
<p>Da un lato credo che Carlo e Lizzy abbiano ragione nel ritenere che si è trattato di un convegno rivolto agli operatori della comunicazione. Forse non si è incentivata al meglio la partecipazione dei produttori (almeno come platea) o forse si è capito poco prima che l&#8217;intento era di un convegno per &#8220;addetti ai lavori&#8221; della comunicazione. </p>
<p>Devo dire che raramente ho visto raccolto un numero tale di addetti stampa veri (nazionali ed esteri), potere dell&#8217;Odello Family e forse il motivo è proprio che quel convegno era destinato a giornalisti e &#8220;comunicatori&#8221;.</p>
<p>Poi, sono d&#8217;accordissimo con te Gianpaolo che il produttore è il primo comunicatore del vino. Comunicatore con il suo prodotto per cominciare (cosa comunichiamo noi, se lui non ha nulla da dire con un vino mediocre ?) e comunicatore in casa sua quando sia visitato.</p>
<p>Forse, il &#8220;misunderstanding&#8221; poggia sul fatto che tu caro Gianpaolo rappresenti l&#8217;eccezione. Solitamente, per esperienza, posso dirti che i produttori affidano moltissimo all&#8217;esterno : comunicazione, pubblicità, rete vendita, e quel che è peggio è che spesso NON SI CURANO di come vengano gestite le cose&#8230;&#8221;tanto ci sono quelli del (sito, ufficio stampa, distribuzione, ecc.)&#8221;.</p>
<p>Io comunuque, sono rimasto il più disorientato di tutti! :-)<br />
Avevo preparato una presentazione per i produttori e l&#8217;ho fatta a dei giornalisti. Vedi ? Siamo stati in due a non aver capito. :-)</p>
<p>Ciao, Fil.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Riccardo Modesti</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2006/10/la-comunicazione-del-vino-quella-nuova-un-primo-bilancio-finale/comment-page-1/#comment-644</link>
		<dc:creator>Riccardo Modesti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 14:55:10 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di convegni come questi ce ne dovrebbero essere uno alla settimana, visto che poi ognuno torna a casa e, come cantava Vasco Rossi, finisce &#8220;perso per i fatti suoi&#8221;.<br />
Ci sono stati diversi spunti interessanti, ma l&#8217;intervento di Manuela (e non lo dico per piaggeria nei confronti di Carlo e Manuela stessa) è stato splendido e sarebbe da trascrivere nero su bianco e rendere obbligatoria la sua lettura a tutti coloro che si piccano di scrivere una sola parola sul vino. Sono state parole che erano musica per le mie orecchie, perché, finalmente, ho trovato qualcuno che pone la domanda giusta nel modo giusto e cerca di dare una risposta giusta.<br />
Sempre non per piaggeria, vorrei ricordare che Filippo Ronco ha fatto un intervento veramente esemplare per forma e contenuti. Questa è comunicazione nuova, non basata sui &#8220;penso&#8221;, &#8220;ritengo&#8221;, &#8220;probabilmente&#8221;, &#8220;sono convinto che&#8221;, ma su dati di fatto, numeri, statistiche e tutto ciò che rende l&#8217;opinione la logica conseguenza di un fatto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Carlo Odello</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2006/10/la-comunicazione-del-vino-quella-nuova-un-primo-bilancio-finale/comment-page-1/#comment-643</link>
		<dc:creator>Carlo Odello</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 14:46:45 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gianpaolo: vorrei chiarire la questione sull&#8217;obiettivo del convegno. La voce dei produttori è una voce importante, da ascoltare con attenzione, ma non sono i produttori a poterci dire come comunicare il vino. Loro possono raccontarcelo, ma siamo noi comunicatori a raccontarlo poi al pubblico. Quindi, come ho detto anche sul blog di Lizzy, l&#8217;obiettivo primario era un confronto su come comunicare il vino in modo efficace. E questo non possiamo chiederlo ai produttori perché il loro lavoro è produrre vino e, a parte qualche illuminato come te, la maggior parte dei produttori non ha le idee per nulla chiare sulla comunicazione. Quindi il convegno nasce principalmente per confrontarsi tra operatori, per discutere sui modi più efficaci della comunicazione.<br />
E&#8217; certo anche che sarebbe stato certamente molto interessante avere in sala i produttori per confrontarsi con loro su questi modi, per sentire se queste nuove strade che si aprono sono compatibili con le loro esigenze e i loro budget. Purtroppo ce n&#8217;erano pochi e non hanno parlato.<br />
Ma sono contento che invece i comunicatori abbiano comunicato tra loro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Lizzy</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2006/10/la-comunicazione-del-vino-quella-nuova-un-primo-bilancio-finale/comment-page-1/#comment-642</link>
		<dc:creator>Lizzy</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 14:42:49 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse un convegno come questo serviva soprattutto per &#8220;mostrare&#8221; -, un po&#8217; presuntuosamente, sono d&#8217;accordo &#8211; &#8220;come&#8221;, cioè in quanti modi si può parlare del vino.<br />
Non &#8220;cosa&#8221; si dice del vino stesso.<br />
Questo, in effetti, potrebbe essere il tema di un prossimo convegno. Allora sì, se mancassero i produttori a dir la loro, sarebbe un guaio.<br />
Dei vari interventi, per esempio, mi è piaciuto molto quello di Manuela Violoni, che ha ben sintetizzato quanto siamo bravi, tutti, a volte, a NON farci  capire dai consumatori, se ci ostiniamo ad usare solo il linguaggio delle guide del vino e delle brochure aziendali.<br />
Ahi, ahi, come siamo lontani dall&#8217;obiettivo&#8230;comunicare-per-vendere&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Gianpaolo</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2006/10/la-comunicazione-del-vino-quella-nuova-un-primo-bilancio-finale/comment-page-1/#comment-641</link>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 13:42:55 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Neanch&#8217;io credo che sarebbero venuti in massa. Ma allora a che serve fare un convegno sulla comunicazione del vino senza il vino? Non credi che i comunicatori di vino abbiamo, più che altro, bisogno di trovare un linguaggio che li permetta di entrare in comnunicazione con la realtà priduttiva?<br />
Che avranno da dirsi tra di loro, i comunicatori, se non sono in grado di farsi raccontare il vino da chi lo produce, anche, e forse sopratutto per colpa dei produttori medesimi?<br />
Prendi la Domenica Sportiva, è vero che che spesso i giocatori e gli allenatori di calcio dicono le stesse banalità, ma spesso è colpa di chi gli fa le stesse domande. E comunque, come si potrebbe parlare di calcio, senza chi il calcio la fa. La DS solo con i giornalisti sportivi non sarebbe altro che un siparietto insulso, o no?<br />
Io, scusatemi per la mia testarda ottusità, continuo a &#8220;diffidare&#8221; di chi parla di &#8220;nuova comunicazione del vino&#8221; dimenticandosi il mondo produttivo. Se poi, come sembra, il tutto doveva essere più o meno un congresso di categoria (tipo convegno dei comunicatori di vino), allora si può senz&#8217;altro dire che: si va bene così, ma forse, e dico forse mille volte, anche i comunicatori stessi nella loro alta professionalità, possono avere qualche cosa da imparare dall&#8217;ascoltare la voce dei produttori. Che poi quelli che hanno voglia di prestarla la voce siano pochi è senz&#8217;altro vero, ma non per questo conviene chiudere le porte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Lizzy</title>
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		<dc:creator>Lizzy</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 12:30:30 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianpaolo, ti rispondo qui anzichè sul mio blog: temo che anche tu, come me, abbia preso un granchio. Il target finale del convegno non erano i produttori, ma i comunicatori del vino. I quali ogni tanto hanno pur bisogno di confrontarsi tra loro. Fin qui, niente da dire, ha ragione Carlo: obiettivo centrato in pieno. Il fatto che siano mancati i produttori ci ha impedito di centrare anche un secondo obiettivo,  sentire la loro voce, è vero: ma, (e ti prego di perdonarmi, penso soprattutto ai &#8220;miei&#8221; produttori veneti, non ad altri, che magari saranno anche meno refrattari a questo tipo di iniziative) non credo che se ci fosse stato un produttore tra i relatori i suoi colleghi sarebbero accorsi in massa per ascoltarlo. Dico questo per esperienza diretta: ogni anno do&#8217; una mano in Valpolicella nell&#8217;organizzazione di un convegno a carattere internazionale, dove si mettono a confronto vini veronesi con altri del mondo (abbiamo fatto i grandi rossi italiani ed esteri, i grandi vini dolci, i vini &#8220;estremi&#8221;, quelli del Nuovo Mondo, ecc.). Uno spazio importante è sempre riservato per l&#8217;esperienza diretta di uno o più produttori. E ogni anno ci mettiamo le mani nei capelli: chi chiamiamo a parlare? Quello no, perchè si rifiuta di parlare davanti a più di dieci persone,  quell&#8217;altro nemmeno perchè sta sulle scatole a tutti e quindi non verrebbe nessuno dei suoi colleghi, quello neppure perchè non sa cosa dire e soprattutto come dirla&#8230;Alla fine i nomi dei papabili sono sempre i soliti 3-4.<br />
Non è facile far parlare i produttori.<br />
Ma noi continueremo a sforzarci.<br />
E poi credimi, i &#8220;veri&#8221; comunicatori/giornalisti del vino non sono quelli che si atteggiano a professori; sono quelli che, col cappello in mano, ti dicono: &#8220;Abbi pazienza, ho fatto altri studi, vivo in città e distinguo a malapena una farfalla da un fungo. Mi spieghi che uva è questa,  perchè l&#8217;hai piantata qui e non lì, quando matura, quando la raccogli e cosa ci fai dopo?&#8221;.<br />
L.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Gianpaolo</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2006/10/la-comunicazione-del-vino-quella-nuova-un-primo-bilancio-finale/comment-page-1/#comment-639</link>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 11:31:38 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Carlo,<br />
mi spiace non essere stato presente, ma tu sai che lo avrei fatto più che volentieri se avessi potuto.<br />
Mi sorprende, ancora, vedere come un comunicatore della tua statura manca di cogliere un punto fondamentale: non vi può essere comunicazione del vino senza chi lo fa. E tu ti lamenti perché i produttori sono intervenuti in pochi? Ma veramente ti aspettavi che la gente venisse ad ascoltare la lezione col cappello in mano e la camicia a quadrettoni, a capo chino mentre tutti gli spiegano quanto poco o nulla sono bravi a comunicare il loro prodotto? Mentre forse loro pensano dentro di se: e io che credevo di comunicare, anzi di non riuscire a fare nient&#8217;altro che comunicare, oltre a lavorare tutto il giorno per anni nel fare questa bottiglia di vino. Magari con un messaggio ridicolo in etichetta, ma è il mio messaggio. Magari non so usare internet, è vero, ma perché dovrei usarlo? A me viene spontaneo comunicare, ma di persona, quando posso essere me stesso, in vigna e in cantina, non i mezzo a tanti &#8220;professori&#8221;, bravissimi per carità, ma che per la maggior parte del mio vino, o del vino, non capiscono un H.<br />
A me sembra lampante, ma evidentemente per molti non è.</p>
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