Dal blog di Toni Muzi Falconi (traduzione dall’inglese mia):
"Recentemente a Milano un collega ha tenuto una conferenza stampa per presentare un paio di sci. Ha dato ai partecipanti uno sci, impegnandosi a spedirgli il secondo a casa quando fosse apparso l’articolo!"
Considerazioni:
- se io fossi stato uno dei giornalisti presenti alla conferenza stampa mi sarei sentito offeso nella mia dignità professionale;
- credo che quest’azione violi tanto la deontologia del nostro lavoro di comunicatori, quanto quella dei giornalisti.
Gli omaggi si possono fare in una certa misura, ma non è corretto vincolarli all’uscita del pezzo. E’ triste pensare che alcuni colleghi gestiscono le relazioni con la stampa in questo modo.
From Toni Muzi Falconi’s blog:
"More recently in Milano a colleague held a press conference to present a pair of skis and gave participants one ski, committing to send the second one at home once the complimentary article had appeared!"
My thoughts on it:
- if I were a journalist I would feel insulted;
- I think this action violates the deontology of PR as well as that of journalism.
You can give presents to a certain extent, but it is not fair to bind them to the publishing of articles. It is sad to see colleagues managing press relations in such a way.
Si racconta che un celebre aspirante sindaco di Napoli, negli anni ’60, facesse altrettanto con gli elettori. In quel caso l’oggetto del desiderio era un paio di scarpe nuove: la destra veniva offerta prima delle elezioni, la sinistra dopo, in caso però di vittoria.
Niente di nuovo sotto il sole, quindi.
Buon Anno!
TZ
io l’avrei regalato ad un collega, cosi’ avrebbe fatto la coppia…
@ Titti: è vero, nulla di nuovo sotto il sole, però mi pare sempre così triste.
@ [mini]marketing: ottima idea, non ci avevo pensato (a dire il vero credevo che gli sci fossero un po’ come le scarpe, destro e sinistro :-)
@Carlo: definire certe pratiche tristi è quasi un eufemismo. Io inquadrerei la cosa come concorrenza sleale.
P.S.
Ho saputo che lo stesso “celebre aspirante sindaco di Napoli” di cui sopra, regalava pure pacchi di pasta alle folle nelle piazze, con le sue mani. Se oggi fosse vivo, forse si proporrebbe agli elettori come “Presidente salumiere”.
Concordo pienamente, Carlo. D’altra parte quando non ci sono contenuti su cui scrivere, qualche buontempone che pensa a come “ungere” le penne ( o meglio le tastiere) dei giornalisti, c’è sempre. Sarebbe stato bello se il lancio del nuovo modello di sci fosse passato sotto assoluto silenzio… occorre dire che ogni tanto qualche giornalista lancia segnali in questo senso… in occasione della vendita online di un rarissimo e prezioso vino del 1932, in risposta al mio comunicato un simpatico giornalista eno-gastronomico mi scrisse: “In qualità di giornalista comunicatore del vino posso solo proporle di inviarne una bottiglia affinche la si possa recensire segnalando l’esclusiva di vendita da parte vostra. Una occasione particolare per noi e una pubblicità in più per voi.” Carino eh ? Ovviamente non ha ricevuto nulla…
Cari amici, l’episodio raccontato da Muzi Falconi è veramente accaduto, non oggi ma 20 anni fa. Allora ero praticante al Sole-24 Ore e ricordo che la società coinvolta nella comunicazione era un’importante azienda chimica nazionale che produceva materie plastiche. Io non ci andai, ma il collega “comandato” alla conferenza stampa tornò raccontando che non si riusciva ad entrare in sala tanto era zeppa di giornalisti (quasi tutti praticanti o collaboratori esterni) mandati da capiredattori e capiservizio a ritirare il secondo sci. E il giorno dopo i pezzulli e le brevi erano regolermente in edicola. Così andavano le cose nei melmosi anni 80, nella mitica “Milano da bere” quando non tutti, ma molti, arraffavano senza farsi troppe domande. Oggi però non credo davvero possibile che ci sia ancora gente disposta ad organizzare e partecipare a eventi del genere.
20 anni fa? in effetti la traduzione da ‘more recently’ a ‘recentemente’ faceva pensare che fosse successo poco tempo fa. L’avrei trovato incredibile.
Sul sito Rsinews.it, questa settimana ci sono tre “autodenunce” del dott. Franco Abruzzo, Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia.
1) “Giornalisti in viaggio con la moda” riguardo all’invito da parte di Donatella Versace a diverse giornaliste di moda per visitare il suo nuovo negozio in Cina. Dieci giorni tra Pechino, Shangai ed Hong Kong tutto spesato.
2) “Giornalisti in viaggio a carico di case automobilistiche” con gli inviti di Bmw, GM ed Opel al Motor Show, al Salone dell’Auto di Detroit ed a San Diego per la presentazione della nuova Opel Corsa.
3) “Giornalisti economici a Dubai, paga Azimut” riguardo un viaggio offerto da Azimut (società specializzata nella promozione, gestione e distribuzione di prodotti e servizi finanziari) a Dubai per la presentazione dei risultati aziendali a giornalisti del settore. Il tutto condito da cocktails & cene ed un contorno di due giorni di visite guidate, escursioni in automobile, gite a bordo di jeep e motoscafo, cocktail serali sulle dune, bagni di sole sulla spiaggia e ospitalità in un hotel a cinque stelle, per il giornalista ed un accompagnatore.
In realtà queste sono tre segnalazioni che il dott. Abruzzo ha inviato, sotto forma di lettera, ai direttori di quotidiani, periodici, giornali, radiotv e web affinchè questi vigilino sull’operato dei propri dipendenti in ottemperanza alla legge sull’ordinamento professionale dei giornalisti.
Più che di concorrenza sleale parlerei di crisi dell’etica professionale, tema ancora più caldo e scottante soprattutto in un momento in cui, con il sopraggiungere del giornalismo online (web 2.0) ed del cosiddetto “informations overload”, la credibilità è davvero un bene prezioso come l’acqua.
Sarei curioso di sapere come giudicato l’iniziativa del dott. Abruzzo: atto coraggioso o dovuto?
Nei “doveri del giornalista” è scritto in modo chiaro come comportarsi…
Condivido l’idea di fare coppia con un collega così il paio è assicurato.
Ciao a tutti