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	<title>Commenti a: Hanno ancora senso i convegni?</title>
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		<title>Di: Stefano Fait</title>
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		<dc:creator>Stefano Fait</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 16:55:35 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Da ex meeting planner ed ora responsabile di un centro convegni, spero proprio di sì! A parte le battute, concordo sul fatto che, anche nel settore congressuale, ci troviamo di fronte ad una continua e spasmodica ricerca dei numeri piuttosto che della qualità degli interventi. E&#8217; un pò lo stesso di cui tanto si è parlato (e si continua a parlare) riguardo il giornalismo online, la proliferazione dei blog, ecc&#8230;ormai si può davvero parlare di overload in tutti i settori!<br />
Grazie alla mia professione posso &#8220;tastare&#8221; un pò il polso di ciò che succede nelle diverse categorie di professionisti (medici, avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, &#8230;) e posso dire che lo scenario è, più o meno, sempre lo stesso: la maggior parte dei convegni organizzati sono convegni &#8220;brochure&#8221; (per utilizzare lo stesso termine usato da Enrico) oppure eventi per ottenere i crediti formativi (il vero business del settore congressuale italiano).<br />
A parte questa considerazione personale, penso che, se organizzato con criterio, il convegno (e l&#8217;evento in genere) rappresenti ancora uno degli strumenti (in)formativi di maggior impatto ed efficacia.</p>
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		<title>Di: Giuseppe</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2007/02/hanno-ancora-senso-i-convegni/comment-page-1/#comment-825</link>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2007 19:03:42 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Il convegno come strumento di confronto ed interazione, continua, a mio parere, ad avere un senso. Certo si deve intervenire sulle modalità, sui tempi e su quelle mille sfaccettatute che possono rendere l&#8217;evento interessante in se. A volte è l&#8217;unico modo per garantire un confronto serrato, tra due parti, per esempio: l&#8217;assessore ROSSI viene invitato al convegno dell&#8217;associazione degli imprenditori costruito sul tema delle infrastrutture e lo si induce a dare risposte su altri argomenti, molto più importanti ai quali l&#8217;assessore cerca i sfuggire da tempo, e il tutto al cospetto della stampa. Credetemi avviene molto spesso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Enrico</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2007/02/hanno-ancora-senso-i-convegni/comment-page-1/#comment-822</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2007 13:25:56 +0000</pubDate>
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		<description>... non sono che una minoranza (mi era scappato il commento...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; non sono che una minoranza (mi era scappato il commento&#8230;)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Enrico</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2007/02/hanno-ancora-senso-i-convegni/comment-page-1/#comment-821</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2007 13:25:13 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto concerne l&#8217;Information technology, sicuramente l&#8217;online come strumento di diffusione dei contenuti è forse anche più di un&#8217;alternativa, anzi deve far parte del piano di comunicazione, anche se il problema del livello e del reale valore dei contenuti si ripresenta puntuale. Tra le centinaia di presentazioni e PDF vari che scarico, quelli che vanno oltre la brochure e gli autoincensamenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Carlo</title>
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		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 22:59:21 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Elisabetta: non l&#8217;avevo specificato ma chiaramente mi riferivo al nostro settore, vale a dire l&#8217;agroalimentare. Vedo che comunque anche Enrico, che proviene da un settore ben diverso, l&#8217;elettronica, condivide il problema. E ha ragione nel dire che ci deve essere arricchimento, però a me sembra che purtroppo siamo sempre meno così. Allora tanto vale rivolgersi a fonti alternative di informazione o ricondurre un insieme di relazioni spesso slegate tra loro a un confronto reale tra i relatori. Forse anche questo si può però ormai fare in altri modi, ad esempio on line. Chiaramente la scelta dipende pubblico a cui ci si vuole rivolgere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Enrico</title>
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		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 12:00:30 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che quello che non ha più senso siano i convegni brochure, di cui non se ne può veramente più. La comunicazione, quella B2B in testa, deve adeguarsi a un modello &#8220;win-win&#8221;, dove il valore è il fulcro del meccanismo di comunicazione. Se un convegno offre conoscenza, se offre approfondimento e visione su un problema, se insomma chi esce dal convegno ha arricchito il proprio patrimonio di conoscenze e la comprensione, allora i brand che in quel convegno si sono esposti ne hanno a loro volta tratto valore. Altrimenti è meglio lasciare perdere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Elisabetta</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2007/02/hanno-ancora-senso-i-convegni/comment-page-1/#comment-815</link>
		<dc:creator>Elisabetta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2007 12:48:59 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamo che sono più divertenti/coinvolgenti&#8230;e quindi più efficaci anche nel veicolare le informazioni. Poi tutto dipende dal tema e dal contesto.<br />
Non ce la vedo, per esempio, l&#8217;American Hearth Association fare dei talk show sulle nuove terapie post-infarto&#8230;<br />
in questo caso, meglio il convegno.<br />
Anzi, il congresso. Dato l&#8217;argomento, sai già cosa ti aspetta.</p>
<p>E.</p>
]]></content:encoded>
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