Il product placement enogastronomico in Italia: torte e che altro?

Il product placement è la tecnica di comunicazione pubblicitaria che prevede l’inserimento di un prodotto in una o più scene di una produzione cinematografica o televisiva, quindi in fim, fiction, reality e altro. Questa è una definizione concisa, per saperne di più potete leggere questo articolo su Marketing Routes e Blog Placement, dedicato completamente al tema.

Stamattina ho ricevuto il comunicato stampa che annuncia che Cameo, storico marchio dolciario italiano, utilizzerà il product placement in un film italiano di prossima uscita:
“Ho voglia di te”, l’atteso sequel di “Tre metri sopra il cielo”, nelle sale da marzo 2007, prodotto da Cattleya e diretto da Luis Prieto, con protagonisti Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti e Katy Louise Saunders, segna l’esordio cinematografico di un’attrice molto particolare: la Torta al Cioccolato Versa e Inforna Cameo.

A me ha fatto uno strano effetto, forse perché nell’agroalimentare italiano l’uso di questi strumenti di marketing mi sembra ancora poco diffuso. Negli anni ’70-’80, come fa rilevare Marketing Routes, era possibile trovare delle marche di liquori in alcuni film. Poi abbiamo avuto alcuni casi di product placement più o meno occulto, o forse soltanto involontario anche se mi riesce difficile pensarlo, ad esempio di acque minerali. Recentemente però non mi viene in mente granché, qualcuno ha altri esempi per fare un po’ di casistica?

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  1. E’ curioso.
    Dopo Pasta Garofalo, ho avuto notizia che anche una grande casa spumantistica franciacortina stia per intraprendere la strada di cinema & company. Peccato che per fare questo si sia deciso di trascurare altre attività, a mio avviso degne di maggior attenzione. Scelte. Io non le capisco ma sono curioso di comprenderne i risultati.

  2. Caro Carlo,
    ti segnalo il film “Tutte le donne della mia vita” di Simona Izzo e con Ricky Tognazzi di prossima uscita. Product placement per alcune aziende tra cui il birrificio artigianale Le Baladin di Piozzo (Cuneo)… In piccolo è una tendenza che attecchirà sempre di più, a mio avviso, sull’onda dei mega product placement Usa (vedi Spider Man che atterra allegramente su un tir della Carlsberg in piena NY o la Gwineth Paltrow di Sliding Doors che tracanna birra Grolsch…)

  3. Io ricordo, ad esempio, gli onnispresenti bicchieroni di caffè Starbucks in alcune serie tv d’importazione (tipo N.C.I.S., Cold Case), ma in Italia il settore alimentare sta scoprendo solo ora il product placement.

  4. Starbucks è onnipresente anche nel film Il diavolo veste Prada: non solo sono ben visibili in diverse scene i negozi della catena e i bicchieri con il logo, ma in una scena Meryl Streep chiede “dov’è il mio caffè Starbucks?”

    …ma una volta tutto ciò non era vietato ed etichettato come “pubblicità occulta”?! Il cinema ha bisogno di soldi, eh…

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