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	<title>Commenti a: </title>
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		<title>Di: Sarah</title>
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		<dc:creator>Sarah</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 07:33:31 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>prima di tutto cosa vuol dire &#8220;notizia&#8221; ? La notizia è un&#8217;informazione di un avvenimento in corso o concluso, data da un giornalista a mezzo di stampa, trasmissione televisiva, radio, pubblicazione online o con altri mass media. Le notizie possono essere distinte in diversi settori: politica, cronaca, economia, sport&#8230; Le notizie possono essere contenute in un servizio giornalistico di reportage, in un dossier, nelle analisi approfondite e documentate su un fenomeno economic, ecc. La notizia deve seguire la regola delle 5 W: who, what, where, when e why, a cui si aggiunge how (chi, che cosa, dove, quando, perché e come). Il giornalista che riporta correttamente questi sei punti coglie la notizia.</p>
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		<title>Di: Andrea Bondi</title>
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		<dc:creator>Andrea Bondi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 09:31:31 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La notiziabilità di un Comunicato Stampa&#8230;</strong></p>
<p>In una redazione si ricevono decine di comunicati stampa quotidianamente. Alcuni fatti bene, altri peggio. Certi con oggetti in mail decenti, altri che non dicono nulla. Alcuni con un testo ironico (Vinicio?  ) altri con un riassunto della notizia.<br />
Ho &#8230;</p>
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		<title>Di: Carlo Odello</title>
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		<dc:creator>Carlo Odello</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 18:32:57 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Sergio: Grazie innanzitutto per il tuo lungo commento. Quelli che tu elenchi sono, nella mia memoria, i &#8220;valori-notizia&#8221; che furono oggetto delle lezioni all&#8217;università. E sono certamente molto attuali. Nella mia esperienza quotidiana però mi sembra che questi valori non siano i soli a determinare quando un fatto diventa notizia. Mi sembra che esistano dei fattori esogeni al fatto che pesano sulla sua notiziabilità. Quelli che tu definisci &#8220;sistemi per veicolare bene i comunicati stampa&#8221; mi sembrano talvolta prendere il sopravvento nel processo di notiziabilità. Tant&#8217;è che talvolta trovo notizie su testate che non possono essere state selezionate in base ai valori che tu indichi, ma che dipendono da fattori esogeni quali l&#8217;investimento pubblicitario dell&#8217;azienda su quella rivista o, senza arrivare a ciò, la mera potenza del brand.</p>
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		<title>Di: Sergio Veneziani</title>
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		<dc:creator>Sergio Veneziani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 13:12:14 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A mio modo di vedere quelli che elenchi sono sistemi per veicolare bene i comunicati stampa. Ma la domanda era diversa: &#8220;che cos&#8217;è una notizia?&#8221;. Nel mio libro ricordo l&#8217;insegnamento di<br />
Mario Lenzi, nel suo libro “Il giornale” (Editori Riuniti, Roma) quando definisce la notizia come qualcosa che &#8220;La gente è interessata a conoscere e non conosceva prima&#8221;.<br />
Secondo Lenzi le caratteristiche in base alle quali un fatto diventa notizia sono sette.<br />
1.  La sua carica di novità e la sua singolarità, anche in relazione al tipo di pubblico cui il giornale si rivolge. Il giornalismo anglosassone ha sintetizzato questa regola con il divertente paradosso secondo il quale non fa notizia un cane che morde un uomo, ma la fa un uomo che morde un cane. Così un uomo che sposa quattro donne può destare curiosità in Italia ma lascerebbe indifferente un lettore arabo.<br />
2.  L&#8217;importanza pratica che un fatto assume per la vita della gente. E&#8217; il caso, soprattutto, dei grandi avvenimenti della vita sociale e politica, dalle guerre alle cadute dei regimi, dalla nascita dei governi agli scontri sindacali.<br />
3.  Le possibili conseguenze sulla vita quotidiana e sugli interessi di ciascuno. Ad esempio, il rincaro dei prezzi petroliferi, la legge sugli affitti, lo scoppio di un&#8217;epidemia, la messa in commercio di un nuovo farmaco. O, più semplicemente, il calendario delle scuole e degli esami, i turni di apertura di negozi e farmacie, gli scioperi dei servizi pubblici.<br />
4.  La vicinanza, fisica o semplicemente psicologica. Un naufragio con 400 morti in India fa certamente meno notizia di una rapina nella banca accanto. Così l&#8217;aereo che cade in Messico suscita maggiore interesse se fra i passeggeri c&#8217;è una comitiva di italiani.<br />
5. La possibilità di far leva sulle emozioni e di creare un senso di attesa. Alcuni avvenimenti infatti, come un terremoto, una sciagura in miniera, il rapimento di un bambino, toccano le corde più profonde dell&#8217;umana sensibilità.<br />
6.  Lo sviluppo che un avvenimento promette. Rientra in questo gruppo, ad esempio, una vicenda che minaccia di coinvolgere uomini molto noti, o un omicidio che ponga l&#8217;antico dilemma se l&#8217;accusato sia innocente o colpevole. Tutti quei fatti che preannunciano a breve scadenza un colpo di scena più o meno sensazionale, fanno certamente più notizia di un avvenimento che può considerarsi esaurito.<br />
7. Il carattere di esclusiva. Una notizia, o un particolare in più, che un giornale è in grado di dare battendo sul tempo tutti i concorrenti, o rivelando ciò che gli altri non sono riusciti a scoprire o non vogliono pubblicare, è motivo di interesse per i lettori, dà prestigio alla testata, incide sul numero delle copie vendute.<br />
Come si nota, esistono notizie di interesse generale, che presumibilmente coinvolgono la quasi totalità dei lettori, notizie di interesse particolare, la cui valutazione d&#8217;importanza è condizionata al tipo di giornale, e le notizie eccezionali, insolite, strane, che rispondono soprattutto a un criterio di curiosità, come dire lo &#8220;strano ma vero&#8221;. Ci sono poi notizie anche senza fatti, che partono da un commento, una valutazione personale fatta da un personaggio importante, attorno al quale il giornalista lavora. In linea di massima, dunque, un fatto diventa notizia per il suo contenuto di novità, per il numero di persone che coinvolge, per le sue conseguenze sulla comunità, per la sua vicinanza, per il suo livello di drammaticità o di emotività, per la sua esclusività, per le sue eventuali possibilità di sviluppo.<br />
Sul piano teorico c&#8217;è anche un sistema per valutare &#8220;matematicamente&#8221; l&#8217;importanza di una notizia: il suo livello d&#8217;informazione è direttamente proporzionale alla sua imprevedibilità. Come dire, una nevicata a Natale non fa notizia mentre una nevicata a Ferragosto (o anche solo a Pasqua) è da prima pagina.</p>
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		<title>Di: Carlo</title>
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		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jun 2007 09:42:49 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Dario: come ufficio stampa sono pagato per fare  riprendere fatti dei miei clienti in notizie sui media. Non c&#8217;è nessuna forzatura perché non faccio altro che proporre fatti che credo d&#8217;interesse ai giornalisti, poi la decisione finale è sempre in capo a loro. Chiaramente, come qualunque professionista, cerco di fare questa proposta nel modo migliore possibile. Ma, ripeto, non ho praticamente nessun controllo sulla decisione finale, com&#8217;è naturale che sia.</p>
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		<title>Di: Dario Salvelli</title>
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		<dc:creator>Dario Salvelli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jun 2007 08:56:11 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Non voglio affrontare la questione perchè non ho basi in tal merito in quanto sono un lettore ed anche se ho collaborato con la carta stampata: devo dire però che non sono d&#8217;accordo sul fare di tutto per dover far necessariamente rientrare il tuo fatto nella notizia riportata dai media.<br />
Mi sembra un forzatura che può portare a risultati non interessanti ed anche fuorvianti.</p>
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