Credo che Business People sia un ottimo esempio di come si dovrebbe fare una rivista. Ha la capacità di spiegare argomenti complessi con una relativa chiarezza. E’ chiaro che il lettore tipo di una rivista del genere probabilmente è già dentro il mondo che gli viene presentato, o come aspira a farne parte, e quindi non fa eccessiva fatica a cogliere il senso degli articoli. Probabilmente è anche aiutato da una buona scolarizzazione. Ma Business People si distingue a mio parere proprio per volete parlare in modo non settario di temi complessi, è molto anglosassone in questo senso. Molte riviste, per esempio quelle del settore enogastronomico, parlano ai propri lettori con linguaggi specialistici che non sempre risultano chiari. Lampante in questo senso l’osservazione di un enologo su una rivista che parla di vino e che si rivolge, o vorrebbe rivolgersi, a un pubblico di appassionati: gli articoli sono illeggibili, sono troppo difficili! E se è un enologo a dirlo…
Credo quindi che si debba parlare di temi tecnici limitando al minimo l’uso di linguaggi troppo specialistici, servendosene solo per lo stretto necessario. Ho sempre trovato estremamente faticoso leggere articoli di marketing e di comunicazione in cui gli autori, in una sorta di autocelebrazione delle proprie capacità linguistiche, si lasciano andare a linguaggi ermetici. Questo credo per dimostrare al pubblico, ma forse anche a loro stessi, di dominare il mezzo, di conoscere appieno la materia. Per me la migliore dimostrazione della conoscenza della materia è proprio la capacità di spiegarla e divulgarla, anche ai colleghi del settore, in modo chiaro e sintetico, per quanto ovviamente possibile.