Lettera aperta alle testate on line specializzate nel copia-incolla
Spettabili testate on line del copia-incolla,
ci tengo a informarvi che il diritto d’autore esiste anche su Internet. Le due newsletter on line di cui ho il piacere di essere il curatore sono testate registrate presso il tribunale, come prescrive la legge. Chi vi scrive è giornalista e quanto viene pubblicato è frutto di lavoro che richiede tempo. Scrivere un breve articolo riportando le dichiarazioni di commento da parte della società A sulla nuova joint-venture tra B e C richiede tempo. Bisogna documentarsi sulla joint-venture, chiamare il contatto della società A o il suo ufficio stampa, raccogliere la dichiarazione, fare il pezzo e pubblicarlo. E, last but not least, assumersene tutte le possibili conseguenze, anche penali. Il tutto deve essere condotto, tra l’altro, in tempi brevi, cercando di incastrare tutti i pezzi al posto giusto, altrimenti la freschezza della notizia viene meno. Ora, vedersi ripubblicato, con una minuscola ed erronea citazione della fonte che non viene neanche linkata, non è piacevole. Capisco che forse in redazione non avete giornalisti, ma stagisti copia-incolla, e così tutto è più veloce. Però è anche un tantino scorretto e lesivo del diritto d’autore, quindi o linkate la fonte, quantomeno, oppure insegnate ai vostri stagisti copia-incolla anche a cancellare quanto ripubblicano senza farsi troppe domande.
La mail che ho inviato alla testata era più educata, ma il succo è riassunto in questa lettera aperta. Quella della ripubblicazione on line sta diventando una piaga. Siti di pseudo-giornalisti e di pseudo-testate che attingono notizie qua e là, senza neanche curarsi di avere una liberatoria da parte degli aventi diritto. Un modo tutto italiano di interpretare Internet che sta sprofondando nel copia-incolla. Oggi ne ho una anche per i blogger: la smettiamo con le catene di Sant’Antonio? Intendo dire: cosa significa scrivere "ripubblico quanto pubblicato da A che l’ha ripubblicato da B"? Ma un semplice link all’articolo originale e un commento non basterebbe? Certamente sì, ma come si fa a riempire tutti i giorni il blog, altrimenti? A questi blogger dico: smettetela di vantarvi di fare informazione, siete delle semplici fotocopiatrici. Suvvia, ripubblicate meno e scrivete di più
Credo che tu abbia ragione ma solo in parte…
Da quel che hai scritto mi sembra di aver capito che una testata giornalistica ha “copiato” il contenuto di una tua newsletter senza fornire i tuoi dati quale fonte da cui è stata accinta la news.
In questo hai perfettamente ragione: se veramente si trattano di stagisti poi è necessario che siano educati nelle corrette operazioni da effettuare in caso di citazioni (ma non vi è stato già insegnato all’unviersità???).
Per quel che riguarda il tuo invito a ripubblicare di meno sono alquanto scettico.
Vero: essere fotocopiatrice di notizie non aumenta di certo l’autorevolezza ma questo dipende molto dal target di riferimento del blog non credi?
E poi ripubblicare notizie da altre fonti potrebbe accrescere la curiosità e lo spirito di discussione e confronto quindi perchè no?
Fare il fotocopiatore e basta no però utilizzare l’originale per creare confronto e dialogo sì non credi?
Non mi sembra sia neanche il caso di affrontare e commentare il caso della newsletter copiata.
Per il secondo punto, sono sostanzialmente d’accordo con Luca anche perchè, secondo me, ognuno tiene un blog per un suo obiettivo personale (visibilità, egocentrismo, curiosità, …): nel mio caso specifico è un modo per riflettere su determinati argomenti ed organizzare (archiviare) tali riflessioni e spunti trovati in rete. Certo che sarei molto felice se poi, da queste mie riflessioni, nascessero interessanti conversazioni ma la maggior parte delle volte il contatore riporta “no comments”….che ci vuoi fare ;).
Comunque, sempre a riferimento del copia-incolla, forse in maniera un pò brutale ma alla base del web 2.0 c’è proprio la condivisione delle informazioni, l’importante è che ciò si fatto con criterio e, termine un pò forte ma corretto, etica.
Se la fonte è citata e linkata ben vengano i fotocopiatori: è tutto grasso che cola. Se il mio obiettivo è diffondere il “virus”, non ha senso reclamare il vaccino. Sulle catene di Sant’Antonio. Se di blog in blog il contenuto si arricchisce, è ok. E nella peggiore delle ipotesi mette comunque in moto il passaparola sul mio contenuto.
@ Stefano: sono d’accordo che alla base del web 2.0 c’è la condivisione dei contenuti, ma produttiva, non un semplice copia-incolla, tanto per fare un post al giorno e fare sembrare vino il blog.
@ radiopalomar: preferirei che i fotocopiatori riportassero una breve sintesi della notizia letta in newsletter, in modo che i lettori visitino il sito della newsletter stessa così da poterla cogliere nella sua interezza.
Infatti dal link non si prescinde. In linea con la creative commons.
Quindi ricapitolando?
“link + ricerca di un’evoluzione nel discorso” è la formula che giustifica il copia e incolla?
Massima solidarietà e condivisione di questi pensieri.
Fossero solo i blogger, ma la piaga si sta diffondendo anche in ambienti più accreditati! Ne ho scritto proprio ieri sul blog che, ogni tanto, mi ospita. Nel mio caso si è trattato di una notissima agenzia di stampa che ha ripreso un mio articolo senza citare la fonte… ma che professionalità c’è in giro?!