<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>odello.blog &#187; fare impresa</title>
	<atom:link href="http://www.odello.it/blog/index.php/category/fare-impresa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.odello.it/blog</link>
	<description>Mishmushkila</description>
	<lastBuildDate>Wed, 13 Jan 2010 09:15:29 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>C&#8217;è la crisi? Tagliamo i clienti meno profittevoli</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2008/12/ce-la-crisi-tagliamo-i-clienti-meno-profittevoli/</link>
		<comments>http://www.odello.it/blog/index.php/2008/12/ce-la-crisi-tagliamo-i-clienti-meno-profittevoli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 10:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[fare impresa]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[profittabilità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.odello.it/blog/?p=319</guid>
		<description><![CDATA[Ieri ero da un mio cliente e a un certo punto mi ha detto: &#34;Stiamo tagliando sui clienti meno profittevoli: non possiamo lavorare su tutte le fasce del mercato, ci porta via troppe risorse&#34;. In periodi di crisi rimanere focalizzati sugli obiettivi &#232; fondamentale. Invece alcuni clienti richiedono troppo risorse, anche mentali, per la contribuzione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ero da un mio cliente e a un certo punto mi ha detto: &quot;Stiamo tagliando sui clienti meno profittevoli: non possiamo lavorare su tutte le fasce del mercato, ci porta via troppe risorse&quot;. In periodi di crisi rimanere focalizzati sugli obiettivi &egrave; fondamentale. Invece alcuni clienti richiedono troppo risorse, anche mentali, per la contribuzione, minima, che danno al fatturato. E allora meglio tagliarli e utilizzare le energie recuperate per proporre servizi innovativi ai clienti esistenti e conversare maggormente con loro. E, chiaramente, cercare nuovi clienti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.odello.it/blog/index.php/2008/12/ce-la-crisi-tagliamo-i-clienti-meno-profittevoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le tesi di [mini]marketing viste con gli occhi di un [mini]imprenditore</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2008/12/le-tesi-di-minimarketing-viste-con-gli-occhi-di-un-miniimprenditore/</link>
		<comments>http://www.odello.it/blog/index.php/2008/12/le-tesi-di-minimarketing-viste-con-gli-occhi-di-un-miniimprenditore/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 23:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[fare impresa]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[gianluca diegoli]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[tesi]]></category>
		<category><![CDATA[[mini]marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.odello.it/blog/?p=301</guid>
		<description><![CDATA[Non conosco di persona [mini]marketing, al secolo Gianluca Diegoli, ci siamo sentiti talvolta via blog o per e-mail. Da giovane imprenditore, se dovessi assumere un marketing manager, assumerei lui (nessuno si preoccupi: non credo di potermelo permettere ancora). Perch&#233; Gianluca &#232;, rispetto a molti marketing manager che ho conosciuto, una persona prima di tutto, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img hspace="15" height="150" border="15" align="left" width="122" vspace="15" alt="" src="http://www.odello.it/blog/public/wp/Image/minimarketing_libro.jpg" />Non conosco di persona <a href="http://www.minimarketing.it/">[mini]marketing</a>, al secolo Gianluca Diegoli, ci siamo sentiti talvolta via blog o per e-mail. Da giovane imprenditore, se dovessi assumere un marketing manager, assumerei lui (nessuno si preoccupi: non credo di potermelo permettere ancora). Perch&eacute; Gianluca &egrave;, rispetto a molti marketing manager che ho conosciuto, una persona prima di tutto, e non un automa, e soprattutto pensa. Mi sono letto stasera <a href="http://www.minimarketing.it/2008/12/il-libro-di-minimarketing-online.html">le sue tesi sul marketing</a>, inutile dire che mi trovo d&rsquo;accordo con molto di quanto dice, ma su altro, molto umilmente, mi sento di dissentire. Forse qui gioca un ruolo non indifferente la posizione che io e Gianluca occupiamo nei rispettivi settori. Lui &egrave; un affermato manager dell&rsquo;ITC, io un giovane imprenditore della comunicazione in campo agroalimentare. Qualcuno ha detto che la differenza tra un manager e un imprenditore sta nel modo di affrontare il rischio: il manager lo affronta con i soldi di altri, l&rsquo;imprenditore con i suoi. Forse questo fa viaggiare le due figure su binari paralleli che non si incontreranno mai ma che possono utilmente cooperare per il successo di un&rsquo;azienda.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Gianluca mi ha convinto quando dice che&hellip;</span></p>
<p><span style="font-style: italic;">Il non convenzionale &egrave; solo un farmaco antidolorifico locale nella malattia del marketing: perch&eacute; faccia effetto ne devi aumentare le dosi ogni volta, ma a ogni applicazione diminuisce la ricettivit&agrave; delle persone. (53)</span><br />A me come imprenditore pare che la fiaba del viral sia un po&rsquo; finita. Non capisco quanto sia viral un marketing costruito a tavolino, a me sembra semplicemente un modo un po&rsquo; maldestro di cercare di arrivare al proprio cliente senza farsene accorgere e poi fargli &ldquo;cuc&ugrave;!&rdquo; dietro la spalla. Insomma un gettare il sasso e ritirare la mano, ne avevo gi&agrave; parlato qui.</p>
<p><span style="font-style: italic;">Le vostre corporate communications guidelines, con i colori Pantone codificati scelti da una societ&agrave; di consulenza per un milione di euro, le specifiche dei millimetri di contorno da lasciare attorno al vostro logo e tutto il resto della vostra comunicazione coordinata, che occupa il 90% del tempo del vostro personale del dipartimento PR e immagine, non interessano a uno solo dei vostri clienti. Non ci credete? Provate di persona. (64)</span><br />A me viene freddo solamente a pensare che nella mia azienda qualcuno possa passare pi&ugrave; del dovuto a discorrere dei temi di cui sopra. Siamo in pochi, i tempi sono sempre strettissimi: meglio dedicare qualche minuto in pi&ugrave; ai clienti che alla propria corporate image. Perch&eacute; i clienti parlano con noi, non con il nostro logo o il suo ingombro sulla carta intestata. </p>
<p><span style="font-weight: bold;">Non sono d&rsquo;accordo con Gianluca quando dice che&hellip;</span></p>
<p><span style="font-style: italic;">Solo la conversazione aziendale non ha un punto di saturazione. Supportate spazi di conversazione, anzich&eacute; spazi per monologhi. (12)</span><br />Credo che tutto abbia un punto di saturazione. E che tutto abbia un&rsquo;utilit&agrave; marginale decrescente, probabilmente anche il sesso. E poi credo che ci sia un momento per conversare e uno per stare zitti. Insomma, degli abili conversatori ho sempre ammirato la capacit&agrave; di sapere quando &egrave; il caso di tacere.<br /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Non esistono pi&ugrave; clienti &ldquo;top&rdquo;: ognuno di loro potrebbe avere un blog e domani essere al numero 1 di Google con un racconto di come l&#8217;avete considerato insignificante. Se aveste aperto una conversazione in precedenza, avreste avuto una possibilit&agrave; in pi&ugrave; di conoscere in modo diverso il vostro interlocutore, e renderlo partecipe anzich&eacute; antagonista. (29)</span><br />Secondo questa logica ogni milanese potrebbe essere un potenziale serial killer. E cosa dovrebbe fare la polizia: passare il tempo a controllare l&rsquo;esistenza di ogni cittadino per evitare di trovarsi un giorno un assassino? Non mi dispiace affatto parlare con la gente, credo che le aziende dovrebbero tenere aperto il canale con i propri clienti il pi&ugrave; possibile, ma purtroppo il tempo &egrave; una risorsa limitata. E l&agrave; fuori tra l&rsquo;altro ci sono un sacco di mitomani: come faremo a capire chi &egrave; il vero potenziale assassino?</p>
<p><span style="font-style: italic;">E&rsquo; giusto bloccare l&#8217;accesso al web e ai social network in azienda, se non avete intenzione di partecipare alla conversazione nei prossimi dieci anni &ndash; oppure se preferite spendere pi&ugrave; avanti cento volte il costo del tempo utilizzato in rete dai vostri dipendenti in formatori e consulenti, che gli insegneranno ci&ograve; che avrebbero potuto imparare da soli. (37)</span><br />Attenzione per&ograve; che i dipendenti non sono mica sempre degli evangelizzatori, certe volte sono dei bei fannulloni che desiderano passare la giornata nel modo pi&ugrave; indolore possibile. All&rsquo;imprenditore l&rsquo;arduo, forse impossibile compito, di motivare questi signori: eviterei per&ograve; di armare la mano dei fancazzisti. Non aggiungiamo altro masochismo allo sforzo di mandare avanti un&rsquo;impresa in Italia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.odello.it/blog/index.php/2008/12/le-tesi-di-minimarketing-viste-con-gli-occhi-di-un-miniimprenditore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Al bando gli stronzi</title>
		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2008/06/al-bando-gli-stronzi/</link>
		<comments>http://www.odello.it/blog/index.php/2008/06/al-bando-gli-stronzi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 00:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[fare impresa]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare meglio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.odello.it/blog/index.php/2008/06/al-bando-gli-stronzi/</guid>
		<description><![CDATA[Una segnalazione bibliografica flash: Il metodo antistronzi di Robert Sutton, dall&#8217;esplicito sottotitolo &#34;Come creare un ambiente di lavoro pi&#249; civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo &#232;&#34;. Forse un po&#8217; ripetitivo, ma ricco di buoni spunti ed esempi efficaci, aiuta a fare anche un po&#8217; di autocritica, se necessario. Ma Sutton mette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img hspace="15" height="236" align="left" width="150" vspace="15" alt="Il metodo antistronzi" src="http://www.odello.it/blog/public/wp/Image/metodo_antistronzi.jpg" />Una segnalazione bibliografica flash: <span style="font-style: italic;">Il metodo antistronzi</span> di Robert Sutton, dall&#8217;esplicito sottotitolo &quot;Come creare un ambiente di lavoro pi&ugrave; civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo &egrave;&quot;. Forse un po&#8217; ripetitivo, ma ricco di buoni spunti ed esempi efficaci, aiuta a fare anche un po&#8217; di autocritica, se necessario. Ma Sutton mette in guardia anche dai personaggi opposti, i meschini yes-men sempre pronti a chinare il capo in azienda. <a href="javascript:void(0);/*1214093044185*/">Qui</a> il sito del libro, <a href="javascript:void(0);/*1214093134403*/">qui</a> il blog dell&#8217;autore in inglese e <a href="javascript:void(0);/*1214093163497*/">qui</a> il blog in italiano (per&ograve; non pi&ugrave; aggiornato da febbraio scorso).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.odello.it/blog/index.php/2008/06/al-bando-gli-stronzi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
