Interessante l’analisi di Gianluca Diegoli. Ma la mia domanda è sempre più: il "social" reale, quello delle relazioni uno a uno è davvero compatibile con una prospettiva di business di massa? In verità si può fare comunicazione di massa, broadcasting, con un’iniezione di social, ma pensare di mantenere una relazione uno a uno è utopia.
I feed come l’Ansa (e una riflessione sui food blog)
Un amico e collega giornalista l’altra sera a cena mi ha detto: "Quando si hanno tanti blog da seguire, è come leggere le Ansa, scorri semplicemente i titoli". Personalmente non ho neanche più il tempo di scorrere semplicemente i titoli: sto iniziando a eliminare blog dalla mia lista. Seguo quelli del settore agroalimentare solo per dovere d’ufficio, ma potrei tranquillamente eliminarne l’80% senza sentirne la mancanza. Mi riprometto di contattare alcuni dei marketing manager di aziende significative del settore e chiedere loro che peso attribuiscono veramente ai food blog italiani. Perché devo capire quanto chiedere di investire ai miei clienti sul mezzo.
La giungla della ripubblicazione: quelli del copia-incolla (blogger inclusi)
Lettera aperta alle testate on line specializzate nel copia-incolla
Spettabili testate on line del copia-incolla,
ci tengo a informarvi che il diritto d’autore esiste anche su Internet. Le due newsletter on line di cui ho il piacere di essere il curatore sono testate registrate presso il tribunale, come prescrive la legge. Chi vi scrive è giornalista e quanto viene pubblicato è frutto di lavoro che richiede tempo. Scrivere un breve articolo riportando le dichiarazioni di commento da parte della società A sulla nuova joint-venture tra B e C richiede tempo. Bisogna documentarsi sulla joint-venture, chiamare il contatto della società A o il suo ufficio stampa, raccogliere la dichiarazione, fare il pezzo e pubblicarlo. E, last but not least, assumersene tutte le possibili conseguenze, anche penali. Il tutto deve essere condotto, tra l’altro, in tempi brevi, cercando di incastrare tutti i pezzi al posto giusto, altrimenti la freschezza della notizia viene meno. Ora, vedersi ripubblicato, con una minuscola ed erronea citazione della fonte che non viene neanche linkata, non è piacevole. Capisco che forse in redazione non avete giornalisti, ma stagisti copia-incolla, e così tutto è più veloce. Però è anche un tantino scorretto e lesivo del diritto d’autore, quindi o linkate la fonte, quantomeno, oppure insegnate ai vostri stagisti copia-incolla anche a cancellare quanto ripubblicano senza farsi troppe domande.
La mail che ho inviato alla testata era più educata, ma il succo è riassunto in questa lettera aperta. Quella della ripubblicazione on line sta diventando una piaga. Siti di pseudo-giornalisti e di pseudo-testate che attingono notizie qua e là, senza neanche curarsi di avere una liberatoria da parte degli aventi diritto. Un modo tutto italiano di interpretare Internet che sta sprofondando nel copia-incolla. Oggi ne ho una anche per i blogger: la smettiamo con le catene di Sant’Antonio? Intendo dire: cosa significa scrivere "ripubblico quanto pubblicato da A che l’ha ripubblicato da B"? Ma un semplice link all’articolo originale e un commento non basterebbe? Certamente sì, ma come si fa a riempire tutti i giorni il blog, altrimenti? A questi blogger dico: smettetela di vantarvi di fare informazione, siete delle semplici fotocopiatrici. Suvvia, ripubblicate meno e scrivete di più