Sabato, primo settembre. Sono in coda sull’A14, praticamente immobile, un amico guida. Inizio a vedere auto che abusano della corsia di emergenza, soprattutto in prossimità dell’uscita. Tant’è che diventa addirittura pericoloso immettersi per uscire. Se non stai attento rischi di essere travolto da uno di questi idioti che non ha ancora capito qual è la funzione della corsia di emergenza.
Polizia? Neanche l’ombra. Chiamo la polizia stradale:
Io – Sono sull’A14 all’altezza di Civitanova. Vedo continuamente automobili che usano la corsia di emergenza.
Poliziotto – E’ una giornata particolare.
Io – Quindi oggi si possono infrangere le leggi?
Poliziotto – Ci sono pochissime pattuglie.
Io – Perché?
Poliziotto – C’è il Papa in visita a Loreto.
Che risposta bizzarra… Sono ancora in coda, scrivo alla polizia tramite il loro sito. Gli racconto la situazione come l’ho descritta per telefono al poliziotto. Mi rispondono:
Grazie per aver visitato il sito della Polizia di Stato. L’attività di controllo della rete autostradale sta sempre più sfruttando le tecnologie di controllo del traffico da remoto poichè, in relazione all’incremento costante del numero dei veicoli in circolazione, le pattuglie di Polizia Stradale sono prioritariamente impegnate sui sinistri stradali e nei punti della rete congestionati per i motivi più disparati (perdita del carico dai veicoli, scoppio di pneumatici, emergenze sanitarie e meccaniche, ecc.) per l’assistenza agli utenti e la fluidificazione del traffico. Cordiali saluti.
A chi devo credere: all’ingenua onestà del poliziotto al centralino o alla tecno-risposta delle relazioni esterne?
