Marketing e comunicazione della grappa

dicembre 17th, 2008

Il mercato della grappa è mosso da 135 distillerie, di cui molte sono imprese a conduzione familiare, generalmente comunque si tratta di PMI. Negli ultimi anni molte aziende hanno iniziato ad approcciare in modo più sistematico il marketing e la comunicazione. La grappa è un prodotto particolare perché nel tempo è riuscita a riqualificare la propria immagine in modo sostanziale. Da prodotto alimentare, da bere per scaldarsi, è infatti divenuta un distillato blasonato lavorando moltissimo a livello tecnologico. Si è riusciti quindi a innovare la distillazione senza snaturare il prodotto. Nel frattempo sono stati fatti investimenti importanti, soprattutto da parte di alcune aziende, in marketing e comunicazione. All’inizio di di dicembre a Levico, in provincia di Trento, si è tenuto il convegno "Grappa: Prospettive" di cui Odello Associati è stato incaricato di gestire la segreteria scientifica e l’ufficio stampa. Per chi non conosce il settore può forse essere interessante leggere il comunicato stampa che abbiamo diffuso e che dà un’idea delle problematiche di marketing e di comunicazione che i grappaioli si trovano ad affrontare.

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Grappa: piccolo lusso quotidiano, forse batte crisi

La grappa potrebbe battere la crisi. Ma servono un marketing e una comunicazione efficaci per dare ai consumatori più cultura del prodotto

Nonostante la crisi la grappa potrebbe tenere sul mercato. Lo sostiene Maurizio di Robilant, presidente di RobilantAssociati, leader nel brand advisory e strategic design, che ha lavorato, tra gli altri, per Fiat, Bacardi Martini e illy caffè. "In un momento di crisi come quello attuale, il consumatore ricerca la propria gratificazione personale nei piccoli lussi quotidiani – ha affermato Maurizio di Robilant – La grappa è proprio uno dei prodotti capaci di raggiungere questo obiettivo: un lusso più democratico, alla portata di tutti, ma ancora legato a una dimensione di esclusività e raffinatezza proprie dei distillati di alta qualità".
Una riflessione svolta a margine del convegno "Grappa: Prospettive" organizzato a inizio dicembre dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino nel contesto del "Grappa Festival" di Levico. Altri gli spunti interessanti emersi. Primo: tenere alta la guardia sulla tutela, quindi continuare a investire sulla ricerca scientifica, come ha sottolineato Sergio Moser, ricercatore dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Questo per ottenere un prodotto di qualità che, però, deve essere comunicato in modo ancora più efficace, come ha fatto rilevare Manuela Violoni, responsabile della ricerca e sviluppo del Centro Studi Assaggiatori. "Da un nostro test risulta che non solo non si riconosce la grappa dalla descrizione data dai produttori, ma spesso questa è addirittura fuorviante – ha affermato Manuela Violoni – I produttori devono puntare quindi su un posizionamento più realistico ed efficace verso la clientela e nei confronti della concorrenza".
Anche perché la grappa è insidiata dal bere "dolce e facile". Da una recente ricerca emerge che negli ultimi dodici mesi infatti l’84% degli italiani che bevono normalmente alcolici ha preso almeno una volta un limoncello, il 58% un amaro, il 50% una crema di whisky. Meno gettonati i distillati da riflessione: il rum è stato bevuto dal 46%, il whisky e la grappa dal 42%. "Se qualcuno immagina gli italiani come raffinati bevitori di distillati di pregio, si sbaglia – ha commentato Glauco T. Savorgnani, professore di marketing all’Università Cattolica di Milano e presidente di Talos AM Apertamente, la società che ha effettuato la ricerca – Gli italiani infatti amano il bere dolce e poco impegnativo".
La grappa è quindi per gli intenditori: da qui la necessità di un marketing e di una comunicazione sempre più efficaci. Che diventano fondamentali sui mercati internazionali. "Sui mercati internazionali emerge una scarsa conoscenza della grappa da parte dei consumatori, anche nei paesi dove è alto il consumo di bevande ad alta gradazione alcolica come la Polonia e la Russia – ha relazionato Roberto Lovato, direttore agroalimentare dell’Istituto Nazionale Commercio Estero – Manca un’idonea politica di comunicazione per fare conoscere la grappa e si soffre della concorrenza locale con altre bevande alcoliche facilmente rintracciabili sul mercato a buon prezzo".
Comunicazione e formazione sono perciò le basi portanti per un marketing efficace della grappa. E questo anche nell’alta ristorazione italiana, dove c’è sempre maggiore necessità di personale preparato che sappia raccontare il prodotto. "Al ristorante, le argomentazioni nel proporre la grappa devono essere piccoli racconti, che tocchino le corde della emotività dei clienti e stimolino anche la discussione tra di loro – ha affermato Albino Ivardi Ganapini, presidente di ALMA, la scuola internazionale di cucina italiana – Argomentazioni che diventino alla fine suggerimenti discreti per il cliente". Una necessità di maggiore formazione evidenziata anche da Giorgio Cermesoni, dirigente di Finiper, gruppo della grande distribuzione organizzata, che ha fatto rilevare come anche tra gli scaffali degli ipermercati si potrebbe fare cultura del prodotto in modo più efficace. Cultura che certo non manca in enoteca, secondo quanto raccontato da Francesco Bonfio, presidente dell’associazione nazionale di enoteche "Vinarius". Che però fa rilevare come comunque "c’è esigenza di maggiore formazione per gli enotecari con seminari dedicati". La notizia positiva? Anche in enoteca ora si fa più attenzione alla qualità della grappa che alla bellezza della bottiglia.

Con Illy compri il caffè e la piantina

dicembre 16th, 2008

Mi piace molto la nuova confezione regalo di Illy. Insieme al caffè una piantina di caffè.

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Drink test a pagamento ovvero della cecità media dell’Horeca italiano

dicembre 10th, 2008

Non capisco il senso di fare pagare quello che potrebbe essere reso come un apprezzabile servizio al cliente e una bella dimostrazione di presa di responsabilità sociale. Un valore da spendere con discrezione all’interno del locale e che quindi potrebbe diventare un momento di fidelizzazione ulteriore al cliente. Ma, si sa, i titolari di locali in Italia sono mediamente fermi all’idea che le RP e il marketing siano da affidare a qualche sinuosa signorina o a qualche bel giovanotto dentro e fuori il locale.

 

I feed come l’Ansa (e una riflessione sui food blog)

dicembre 9th, 2008

Un amico e collega giornalista l’altra sera a cena mi ha detto: "Quando si hanno tanti blog da seguire, è come leggere le Ansa, scorri semplicemente i titoli". Personalmente non ho neanche più il tempo di scorrere semplicemente i titoli: sto iniziando a eliminare blog dalla mia lista. Seguo quelli del settore agroalimentare solo per dovere d’ufficio, ma potrei tranquillamente eliminarne l’80% senza sentirne la mancanza. Mi riprometto di contattare alcuni dei marketing manager di aziende significative del settore e chiedere loro che peso attribuiscono veramente ai food blog italiani. Perché devo capire quanto chiedere di investire ai miei clienti  sul mezzo.

“Il mondo” vende “servizi giornalistici”?

dicembre 5th, 2008

Ho ricevuto oggi l’ennesima telefonata di una responsabile commerciale che dice di chiamare per conto de "Il Mondo", il settimanale economico. Credo sia la seconda o la terza nel giro di pochi mesi. Non credevo che una testata così autorevole permettesse ai suoi partner commerciali o concessionari pubblicitari di vendere "servizi giornalistici". Al telefono e per e-mail non si parla di "publiredazionali" ma proprio di "servizi giornalistici". Una situazione di scarsissima chiarezza che rischia di gettare una cattiva luce sui colleghi giornalisti de "Il Mondo" che si vedono in qualche modo venduti da qualche piazzista al telefono. Leggere per credere.

—- Inizio della mail ricevuta —-

Egr. Dr. Odello,

come anticipato telefonicamente, riassumo l’iniziativa in oggetto e allego una breve presentazione del settimanale.

Per conto de "IL MONDO", settimanale di approfondimento economico del "CORRIERE DELLA SERA", curiamo la sezione "UOMINI E AZIENDE"  che evidenzia attraverso profili in forma giornalistica (ndr: corsivo mio) le diverse realtà  aziendali italiane per permettere ai lettori, che di norma sono imprenditori, dirigenti e liberi professionisti di conoscere e scegliere quella che fa più al caso loro in relazione al settore nel quale operano.

E’ data pertanto l’opportunità per il 2009 di apparire attraverso un pacchetto comunicativo sia all’interno del settimanale con un servizio giornalistico (ndr: grassetto mio) comprensivo di testo e foto (investimento base € 1.700,00 pari ad 1/6 della pagina) sia con una presenza all’interno del sito de "Il Mondo" con tre pagine web.

A tal proposito La invito dopo Vs. valutazioni interne, a contattarmi per fissare un incontro presso la Vs. sede con il ns. responsabile di testata che Le illustrerà  i dettagli tecnici e commerciali dell’iniziativa e con il quale valuterà  e concorderà  la migliore strategia comunicativa per la Sua azienda.

In attesa di un Suo cortese cenno di riscontro, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

—- Fine della mail ricevuta —-