You are currently browsing the odello.blog posts tagged: adv


Il sesso fa vendere meglio le riviste tecniche?

Sono un appassionato di fotografia. Così ogni tanto compro riviste per migliorare la tecnica, vedere cosa gira sul mercato, saperne di più. Sabato scorso ho comprato “Fotografare”. Ho fatto qualche passo, ho dato un’occhiata alla copertina, e mi sono chiesto che cosa c’entrasse la sorridente signorina. Infatti non è funzionale a un qualche servizio interno. E’ lì e basta. Allora ho pensato a quelle ricerche secondo le quali laddove c’è un elemento femminile la pubblicità è più efficace. Però questa è una rivista tecnica. Certo si deve fare comprare. Ma non posso credere che la preferenza degli acquirenti, appassionati di fotografia, vada a questa rivista e non ad altre solo perché c’è l’avvenente signorina. Oppure con l’occhio cosciente guardiamo agli strilli sulla sinistra della copertina mentre il nostro inconscio si butta a destra, con il risultato che gli strilli a sinistra sono rafforzati dalla bella ragazza sulla destra?

La promozione del vino nel mondo / The promotion of the Italian wine in the world

 

 

Elisa Campagnaro, della "Scuola Internazionale di Grafica di Venezia", ha vinto il concorso Enotria 2007 organizzato dall’Unione Italiana Vini. Il tema era "La promozione del vino italiano del mondo". Il messaggio scelto dall’artista: "Untouchable Italian Tradition". Qualcuno potrebbe trovare quell’ "intoccabile" troppo conservativo, ma la realizzazione grafica del messaggio secondo me è veramente efficace. Maggiori informazioni su Barbera.it.

* * * *

Elisa Campagnaro, from the "Scuola Internazionale di Grafica di Venice", won the competition "Enotria 2007" held by the Unione Italiana Vini. The theme was "The promotion of the Italian wine in the world". The message chosen by the artist: "Untouchable Italian Tradition". "Untouchable" could sound to somebody a bit conservative, anyway the graphic work is really effective. More information (in Italian) at Barbera.it.

Un banner ingannevole / A tricky banner

Oggi aprendo paginegialle.it è comparso un banner della Banca Popolare Italiana che scorreva da sinistra a destra. E scorreva quasi a metà schermo, rendendo poco agevole la compilazione del modulo di ricerca (a destra la schermata parziale, ho evidenziato il banner, cliccate per ingrandirla). La soluzione? Chiudere il banner cliccando sulla piccola X in alto a destra. Ma provare a chiudere un banner che scorre è un gioco di destrezza e il rischio è… cliccare sul banner e venire spediti alla pagina dell’inserzionista. Geniale, vero? Non credo che questo giovi molto all’immagine della Banca Popolare Italiana (che si farà presto odiare per questo banner), ma probabilmente aumenta leggermente il click-through-rate a tutto vantaggio di chi ospita il banner e dell’agenzia che lo ha progettato che così potrà vantarsene con il suo committente, la banca stessa. Al di là del fastidio, ho una domanda: è deontologicamente corretto che un’agenzia proponga a un cliente una soluzione svantaggiosa per il cliente? E’ risaputo che questo tipo di banner danno noia agli utenti per la loro invasività e quindi non aiutano certo l’immagine del cliente. Ma qui lascio la parola a chi lavora direttamente nel campo.

 

As I opened the Italian yellow pages on the Internet, a banner from Banca Popolare Italiana suddenly appeared, scrolling from the left side of the screen to the right one, floating in the middle of the screen. Filling in the search form was not that easy because of the banner partially covering the last field (take a look at the image on the right, I just colorized the banner, just click on the image to enlarge it). Therefore I tried to close the floating banner by clicking on the small X positioned in its upper right corner. Anyway closing a floating banner can be difficult: you may click in the wrong point and be sent to the the landing page of the advertised product. What a smart idea! Anyway I guess this way of using banners does not improve the reputation of the company. It is probably very useful for the hosting site and for the agency who realised the banner because it probably increases slightly the click-through-rate. The agency will be proud of this and will report it to the client. But it could damage the client itself as the users usually hate this kind of floating or pop-up advertising. My final question: is the behaviour of the agency deontological? They are proposing to the customer a solution which could damage the customer itself.

Le offerte di Alitalia

Ma cosa vuol dire che volare con Alitalia da Roma a Boston, andata e ritorno, costa 169 euro + 71 euro di tasse aeroportuali e sicurezza bagagli + 145 euro di fuel surcharge. I 169 euro sono evidenziati ben in grande nel pop-up che si apre su Repubblica.it, sotto, come fossero irrilevanti, ecco le altre due voci di spesa. Quindi volare da Roma a Boston, andata e ritorno, non costa 169, ma 385 euro. Ma non sarebbe meglio scrivere direttamente 385 euro? E’ possibile che in Italia il consumatore debba sempre comporsi il prezzo finale dei servizi? Lo stesso accade per le compagnie telefoniche: bello in grande si evidenzia la tariffa ultravantaggiosa, peccato che in caratteri minuscoli si venga informati di tante altre "piccole" spese accessorie, che alla fine incidono notevolmente sul costo del servizio (per esempio lo scatto alla risposta e il tetto mensile disponibile). I ristoratori conoscono bene questo stratagemma e lo applicano da anni: le pietanze costano quanto indicato sul menù, ma poi c’è coperto e servizio. Ma non sono certo spese accessorie, opzionali: sono obbligatorie. E allora calcoltele per favore direttamente nel prezzo finale del servizio: non fate fare a me i calcoli, risparmiatemi questo piccolo fastidio. Chi fa la comunicazione di questi servizi (aerei, telefoni, ristoranti, ma anche i produttori di automobili con il famoso "a partire da") abbia più rispetto per il consumatore.

Lo spot dell’Asti DOCG tira / Asti DOCG’s advertising is becoming more and more popular

Ho notato un certo incremento nelle visite al blog di chi cerca informazioni sul nuovo spot dell’Asti DOCG, di cui ho già parlato recentemente in un mio post. E’ ora disponibile on line sul sito del Consorzio per la Tutela dell’Asti. A me personalmente piace, non è forse particolarmente innovativo, ma mi sembra ben fatto. Grazie a Yahoo! Answers scopro ora che la colonna sonora è il "Canon In D Major" di Pachelbel. Errata corrige: la colonna sonora è di Roberto Cacciapaglia, il suo sito è qui. Grazie a chi l’ha segnalato nei commenti.

I have noticed an increase in the visits to my blog. People are looking for information about the new ADV campaign of Asti DOCG wine (I talked about it in a recent post). The video is now available on line on the website of the Asti DOCG Consortium. I like it, although it is not so innovative. Anyway it seems to me a well-made adv. The soundtrack is the "Canon In D Major" by Pachelbel (many thanks to Yahoo! Answers). Errata corrige: the soundtrack is by Roberto Cacciapaglia, please find his website here. Many thanks to the people that commented the post.