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La giungla della ripubblicazione: quelli del copia-incolla (blogger inclusi)

sabato, aprile 19th, 2008

Lettera aperta alle testate on line specializzate nel copia-incolla

Spettabili testate on line del copia-incolla,
ci tengo a informarvi che il diritto d’autore esiste anche su Internet. Le due newsletter on line di cui ho il piacere di essere il curatore sono testate registrate presso il tribunale, come prescrive la legge. Chi vi scrive è giornalista e quanto viene pubblicato è frutto di lavoro che richiede tempo. Scrivere un breve articolo riportando le dichiarazioni di commento da parte della società A sulla nuova joint-venture tra B e C richiede tempo. Bisogna documentarsi sulla joint-venture, chiamare il contatto della società A o il suo ufficio stampa, raccogliere la dichiarazione, fare il pezzo e pubblicarlo. E, last but not least, assumersene tutte le possibili conseguenze, anche penali. Il tutto deve essere condotto, tra l’altro, in tempi brevi, cercando di incastrare tutti i pezzi al posto giusto, altrimenti la freschezza della notizia viene meno. Ora, vedersi ripubblicato, con una minuscola ed erronea citazione della fonte che non viene neanche linkata, non è piacevole. Capisco che forse in redazione non avete giornalisti, ma stagisti copia-incolla, e così tutto è più veloce. Però è anche un tantino scorretto e lesivo del diritto d’autore, quindi o linkate la fonte, quantomeno, oppure insegnate ai vostri stagisti copia-incolla anche a cancellare quanto ripubblicano senza farsi troppe domande.

La mail che ho inviato alla testata era più educata, ma il succo è riassunto in questa lettera aperta. Quella della ripubblicazione on line sta diventando una piaga. Siti di pseudo-giornalisti e di pseudo-testate che attingono notizie qua e là, senza neanche curarsi di avere una liberatoria da parte degli aventi diritto. Un modo tutto italiano di interpretare Internet che sta sprofondando nel copia-incolla. Oggi ne ho una anche per i blogger: la smettiamo con le catene di Sant’Antonio? Intendo dire: cosa significa scrivere "ripubblico quanto pubblicato da A che l’ha ripubblicato da B"? Ma un semplice link all’articolo originale e un commento non basterebbe? Certamente sì, ma come si fa a riempire tutti i giorni il blog, altrimenti? A questi blogger dico: smettetela di vantarvi di fare informazione, siete delle semplici fotocopiatrici. Suvvia, ripubblicate meno e scrivete di più

Il caso dello SkypePhone: i blogger non sono giornalisti

sabato, novembre 17th, 2007

Se qualcuno si faceva ancora la domanda se i blogger sono giornalisti, tormentone sempre attuale, al di là di pronunciamenti legali più o meno ectalanti, la risposta ci viene da un caso pratico riportato da Alessandro Longo e che riguarda lo SkypePhone. Alessandro, giornalista e blogger, fa notare al popolo della blogosfera di avere riportato inesattezze sul prodotto. E gli dice: potevate verificare con l’ufficio stampa. Quelli gli rispondono: noi scriviamo da consumatori, non da giornalisti. E allora per favore i blogger che rispondono così smettano di atteggiarsi da professionisti dell’informazione perché chi fa informazione verifica le notizie alla fonte. Alcuni giornalisti sono anche blogger, ma i blogger generalmente non sono giornalisti. Se vogliono fare veramente informazione dal basso, si adeguino alla prassi: verifichino le fonti.

La polizia dei blog

venerdì, settembre 7th, 2007

Per Il Sole 24 Ore non esisterebbero regole nei blog, "dal momento che non esiste una polizia unica". Questa la strabiliante traduzione errata segnalata da Feba parlando di un libro edito dalla rinomata casa editrice. Non so se più colpevole il traduttore o chi ha curato l’editing. Il fatto è che il volumetto in questione costa 26 euro, che in lire, come dicono a Roma se non erro, è pur sempre un simpatico Caravaggio.

A Modest Proposal, il nuovo blog di Riccardo Modesti

sabato, febbraio 17th, 2007

Riccardo Modesti è uno dei giornalisti più ironici che ho conosciuto negli ultimi anni. E anche autoironico. Quando ci parli ti guarda e ti ascolta in modo vitale e brioso, la battuta è sempre pronta. Ma l’ironia è solo di supporto alla capacità che ha Riccardo di cogliere i punti focali delle questioni, le chiavi di volta delle problematiche. D’ora in poi i suoi pensieri sono anche su A Modest Proposal, uno dei bei blog ospitati da Filippo Ronco sul quel bello (e pulito) spazio che è TigullioVino. Benvenuto, Riccardo!

La credibilità di blog e giornali on line

giovedì, ottobre 5th, 2006

Ho ricevuto per e-mail questo commento di Attilio Scotti, giornalista enogastronomico:

Credo che i tradizionali quotidiani cartacei e le centinaia di riviste di enogastronomia cartacee che si pubblicano in Italia, difficilmente mettono in evidenza certe verità sui vini come invece fanno i quotidiani o blog in rete. I motivi sono diversi e per certi versi complicati ma sono dell’avviso che senza quotidiani o blog in rete la verità sul pianeta vino sarebbe certamente avvolta nel silenzio. Anche un’altra considerazione: l’immediatezza della notizia in rete. Spesso sui quotidiani cartacei è datata come sono datate le notizie su eventi o manifestazioni enoiche che si leggono su riviste di settore, quando le stesse sono già passate. (in media la spedizione postale impiega dieci/quindici giorni dalla data di spedizione all’arrivo a destinazione).

Finora non ho mai espresso il mio pensiero sul tema della credibilità di blog e giornali on line, sono sempre stato un po’ alla finestra. Ma dato che il collega e amico Alessandro Maurilli mi ha chiesto un commento a questo outing di Scotti, sono ben contento di dire la mia, per quanto può valere. Scotti si riferisce all’informazione enogastronomica, ma preferisco parlare più in generale del contrasto tra on line e off line riferito all’informazione più in generale.

La questione Internet (sito o blog) vs. carta stampata mi pare un po’ provinciale, se consideriamo che molta dell’informazione straniera ha scelto, e alcuni da tempo, di andare verso l’integrazione delle due forme. Questo soprattutto nel giornalismo anglosassone. E ciò per quanto riguarda la forma.

Per quanto riguarda la sostanza, le posizioni sono antiche. I sostenitori della carta stampa difendono questo mezzo perché esisterebbe un controllo editoriale sui contenuti, quindi più certezza delle fonti e di quanto detto. Dall’altra parte i sostenitori dei blog o dei siti svincolati dai grandi gruppi editoriali si sentonto i paladini indipendenti della verità. A parte il fatto che l’indipendenza è spesso tutta da dimostrare (famoso il caso negli usa di Walmart che aveva a libro paga dei blogger), indipendenza non significa sempre correttezza dei contenuti.

Ciò che è importante in comunicazione è che sia chiara la fonte del messaggio e la sua posizione in relazione alle altre fonti. Quindi va bene qualunque forma, basta che si identifichi così che il lettore possa avere chiaro chi sta parlando, a quale titolo e con quali capitali. Questo è al momento attuale uno dei mali del settore agroalimentare: non si capisce spesso la posizione di chi parla e i capitali che finanziano il suo parlare.