Grazie a Salvatore Aranzulla ho ricevuto un invito per provare Newsvine, un nuovo aggregatore di contenuti per adesso in versione beta. Ho a mia volta a disposizione 20 inviti, chi ne desiderasse uno mi scriva in e-mail a blog AT comunicazioneimpresa.com. Se volete sapere cos’è Newsvine, vi rimando all’ottimo post di Luca Conti.
Newsvine
Il terremoto delle relazioni pubbliche
Secondo Richard Edelman questo è il momento per le PR. Lo paragona addirittura a un movimento di placche tettoniche, a un vero e proprio momento di svolta. Ecco in breve le sue considerazioni (con qualche mio commento):
- è necessario promuovere le PR, scommettere, mettere da parte del denaro e impegnarsi in progetti con i clienti per poi pubblicizzarne i risultati;
- basta alla visione manichea del mondo: la complessità e la contraddizione esistono. E’ necessario persuadere i clienti che minor controllo del messaggio e del mezzo significa migliorare la fiducia. Come lo interpreto io? Per me è un chiaro invito di Edelman a smetterla con il media padre-padrone: d’altronde lui dice chiaramente che gli under 30 sfuggono alla pubblicità tradizionale e si cercano da sè le informazioni che gli servono;
- è possibile avere un rapporto diretto con i consumatori, specialmente con quelli che sono avidi utenti di prodotti specifici o esperti in un’area. Bisogna cercare di avere un rapporto diretto anche con i dipendenti: sono loro i nuovi opinion leader perché la credibilità del messaggio aumenta se la comunicazione viene dall’interno (e Edelman sposa con grande fede la tesi del blogging aziendale condotto da chi veramente lavora sul prodotto, ne parla in questo post);
- i social networks sono una grande scommessa.
Le considerazioni di Edelman sono veramente interessanti, come sempre d’altronde. Ma la domanda è immediata: e in Italia? Secondo me siamo ancora qualche passo indietro, mi sembra quanto dice Edelman non possa applicarsi alla nostra situazione se non in minima parte. Complice un uso dei nuovi mezzi a macchia di leopardo (centinaia di migliaia di blog, ma secondo gli ultimi dati Istat commentati da Luca De Biase una larga parte della popolazione non usa neppure internet, addirittura la giudica non interessante). E nel campo delle PR complici le molte agenzie che secondo me ancora si muovono secondo logiche tradizionali e meno efficaci rispetto al passato, agenzie che comunque rappresentano ancora il mainstream nel settore.
Questo però a mio avviso non vuol dire che non ci sia spazio anche per l’innovazione nelle PR italiane. D’accordissimo con Maurizio Goetz che innovare in comunicazione è molto difficile, ma chi agirà da pioniere potrà godere in futuro di un certo vantaggio competitivo perché avrà sviluppato un’esperienza che tornerà preziosa. E con questo auguro a tutti un meraviglioso 2006.
La Banca Mondiale esplora le potenzialit? del blog
Da una fonte interna della Banca Mondiale (World Bank) ho saputo che questa istituzione sta esplorando da qualche mese le potenzialità del blog come strumento di comunicazione. In particolare si sta focalizzando l’attenzione sull’utilizzo del blog in chiave corporate e con finalità di non sola comunicazione interna. Un altro punto a favore di chi sostiene, a mio parere giustamente, che il blog non è una piacevole moda passeggera.