You are currently browsing the odello.blog posts tagged: gestione della crisi


Vino: prove pratiche e inutili di comunicazione di crisi

Interessante osservare la comunicazione del mondo del vino in questi giorni di crisi dopo la pubblicazione dell’articolo de L’Espresso dal chiaro titolo "Velenitaly". Un pezzo scritto con l’obiettivo dello scandalo e dello scoop, un giornalismo che il prof. Zironi, uno dei luminari dell’enologia in Italia in questo momento, ha definito giustamente e impietosamente "giornalismo da guardoni". Giornalisti a caccia della notizia, com’è giusto che sia, ma soprattutto alla ricerca di facile visibilità sulla pelle altrui (e questo credo sia fuori dall’etica, cari colleghi). Tanto in questo paese nessuno paga per le inesattezze commesse (e ne so qualcosa dato che anche la grappa, settore in cui lavoro, è stata toccata da queste penne illuminate pagate un tanto al chilo per gettare merda, scusate il termine, sul resto del mondo. Ma le stesse penne illuminate sono state costrette a rettificare qui quanto prima affermato qui).

Ciò detto guardiamo come ha reagito il mondo del vino (si tratta solo di alcuni riferimenti, in verità c’è già un’ampia letteratura in materia):

  • i giornalisti da scoop (qui):
  • i giornalisti con la testa sulle spalle (qui, ma qualcuno direbbe, ingiustamente, pavidi):
  • i vari commentatori-blogger, pari ai giornalisti guardoni, forse peggio perché loro non hanno neanche la notizia, la commentano solo, non meritano neppure di essere linkati;
  • gli enti e le associazioni del vino che "plaudono e bla bla bla" (un esempio qui).

Comments are welcomed. Ma forse è meglio lasciare perdere: nessuno ha sinora saputo gestire la crisi. Tanti proclami, poca capacità di reagire con dati ineluttabili, poca capacità di fare la guerra a un giornalismo che ci sotterrerà tutti.

P.S. Chi scrive è iscritto all’Ordine dei Giornalisti, ma ogni anno si chiede perché deve versare la quota. Fortuna che almeno è deducibile dalle tasse. Per quanto riguarda l’immagine: mentre scrivo sto guardando i Simpsons e a me Homer sembra molto più affidabile dell’80% dei colleghi che ho visto scrivere del caso in questi giorni.

TIM Relax non sarà poi così rilassante per le relazioni esterne di TIM

Ludo racconta dell’ennesimo problema con la fatturazione di TIM (ma se leggete la sua disavventura scoprirete che non è solo). Non so dire con certezza chi abbia ragione nella controversia, ma propendo molto per l’idea che TIM sia dalla parte del torto (che strano, vero?). Ad ogni modo si profila una bella gatta da pelare per i colleghi delle relazioni esterne, soprattutto perché la rete di link che si è creata tra molti blog potrebbe posizionare molto bene le lamentele dei clienti sui motori di ricerca, arrivando così tra le primissime fonti a chi cerca informazioni sulla tariffa incriminata (TIM Relax).

Sul Titanic della comunicazione

titanic.jpgQuesta sera ho visto per la prima volta "Titanic". E mi ha dato qualche spunto per ragionare sulle situazioni di crisi, argomento su cui sto leggendo con interesse da qualche tempo. Vi ripropongo qui qualche considerazione di carattere sociologico, applicando il tutto alla gestione delle crisi in comunicazione.

Spesso si pensa che nelle situazioni di crisi la gente tenda a reagire in modo sconsiderato, cadendo nell’isteria più completa. Ciò non è completamente vero: la maggior parte della gente perde certamente la lucidità necessaria ad affrontare razionalmente la situazione, ma l’istinto di sopravvivenza li porta comunque ad agire. La maggior parte degli individui agirà quindi seguendo uno stimolo esterno che gli indichi una possibile via di uscita dalla crisi. In particolare se all’interno della folla durante la crisi emerge un leader che propone una possibile soluzione, la maggioranza probabilmente lo seguirà.

Questo lo sapeva bene anche Manzoni quando nei "Promessi Sposi" narra dell’assalto ai forni e della folla inferocita che cade preda del primo capopopolo che le si ponga alla testa. Secondo Manzoni la folla può essere strumentalizzata da gruppi interni a essa:

Siccome però questa massa (ndc: la folla), avendo la maggior forza, la può dare a chi vuole, così ognuna delle due parti attive (ndc: i gruppi di influenza) usa ogni arte per tirarla dalla sua, per impadronirsene: sono quasi due anime nemiche, che combattono per entrare in quel corpaccio, e farlo movere. Fanno a chi saprà sparger le voci più atte a eccitar le passioni, a dirigere i movimenti a favore dell’uno o dell’altro intento; a chi saprà più a proposito trovare le nuove che riaccendano gli sdegni, o gli affievoliscano, risveglino le speranze o i terrori; a chi saprà trovare il grido, che ripetuto dai più e più forte, esprima, attesti e crei nello stesso tempo il voto della pluralità, per l’una o per l’altra parte.

Ad ogni modo ciò che preme sottolineare è che una folla impaurita o eccitata è pronta a seguire un leader. E questo vale anche in comunicazione, come ben illustra Luigi Norsa nel suo breve saggio "Quali strategie per contrastare le paure scatenate da una crisi?":

Non è la paura che deve essere combattuta quanto il suo evolvere a panico o in una pressione emotiva paralizzante. Il panico non è la rea­zione più comune in situazioni di pericolo, anzi sorprendentemente la maggioranza delle persone tende in situazioni di reale pericolo a se­guire le indicazioni che gli vengono da chi mostra di esercitare un controllo sulla situazione. Il panico è generato dalla disperazione di essere abbandonati a sé stessi e alla percezione di non poter contare su chi dovrebbe esercitare il controllo sulla situazione.

Quindi è chiaro come in comunicazione nelle situazioni di crisi è fondamentale individuare le paure degli interlocutori, assumere il controllo della situazione e fare percepire la presenza rassicurante di una leadership.

Per chi volesse saperne di più sull’argomento, segnalo il sito di Luigi Norsa & Associati, in cui è presente una sezione con altri documenti sul tema.

L’immagine d’apertura è tratta da ProQuest Historical Newspapers Preview.