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	<title>odello.blog &#187; giornalismo</title>
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		<title>La giungla della ripubblicazione: quelli del copia-incolla (blogger inclusi)</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 11:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettera aperta alle testate on line specializzate nel copia-incollaSpettabili testate on line del copia-incolla,ci tengo a informarvi che il diritto d&#8217;autore esiste anche su Internet. Le due newsletter on line di cui ho il piacere di essere il curatore sono testate registrate presso il tribunale, come prescrive la legge. Chi vi scrive &#232; giornalista e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style: italic;">Lettera aperta alle testate on line specializzate nel copia-incolla</span><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Spettabili testate on line del copia-incolla,</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">ci tengo a informarvi che il diritto d&#8217;autore esiste anche su Internet. Le due newsletter on line di cui ho il piacere di essere il curatore sono testate registrate presso il tribunale, come prescrive la legge. Chi vi scrive &egrave; giornalista e quanto viene pubblicato &egrave; frutto di lavoro che richiede tempo. Scrivere un breve articolo riportando le dichiarazioni di commento da parte della societ&agrave; A sulla nuova joint-venture tra B e C richiede tempo. Bisogna documentarsi sulla joint-venture, chiamare il contatto della societ&agrave; A o il suo ufficio stampa, raccogliere la dichiarazione, fare il pezzo e pubblicarlo. E, last but not least, assumersene tutte le possibili conseguenze, anche penali. Il tutto deve essere condotto, tra l&#8217;altro, in tempi brevi, cercando di incastrare tutti i pezzi al posto giusto, altrimenti la freschezza della notizia viene meno. Ora, vedersi ripubblicato, con una minuscola ed erronea citazione della fonte che non viene neanche linkata, non &egrave; piacevole. Capisco che forse in redazione non avete giornalisti, ma stagisti copia-incolla, e cos&igrave; tutto &egrave; pi&ugrave; veloce. Per&ograve; &egrave; anche un tantino scorretto e lesivo del diritto d&#8217;autore, quindi o linkate la fonte, quantomeno, oppure insegnate ai vostri stagisti copia-incolla anche a cancellare quanto ripubblicano senza farsi troppe domande.</span></p>
<p>La mail che ho inviato alla testata era pi&ugrave; educata, ma il succo &egrave; riassunto in questa lettera aperta. Quella della ripubblicazione on  line sta diventando una piaga. Siti di pseudo-giornalisti e di pseudo-testate che attingono notizie qua e l&agrave;, senza neanche curarsi di avere una liberatoria da parte degli aventi diritto. Un modo tutto italiano di interpretare Internet che sta sprofondando nel copia-incolla. Oggi ne ho una anche per i blogger: la smettiamo con le catene di Sant&#8217;Antonio? Intendo dire: cosa significa scrivere &quot;ripubblico quanto pubblicato da A che l&#8217;ha ripubblicato da B&quot;? Ma un semplice link all&#8217;articolo originale e un commento non basterebbe? Certamente s&igrave;, ma come si fa a riempire tutti i giorni il blog, altrimenti? A questi blogger dico: smettetela di vantarvi di fare informazione, siete delle semplici fotocopiatrici. Suvvia, ripubblicate meno e scrivete di pi&ugrave;</p>
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		<title>Vino: prove pratiche e inutili di comunicazione di crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 18:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gestione della crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Interessante osservare la comunicazione del mondo del vino in questi giorni di crisi dopo la pubblicazione dell&#8217;articolo de L&#8217;Espresso dal chiaro titolo &#34;Velenitaly&#34;. Un pezzo scritto con l&#8217;obiettivo dello scandalo e dello scoop, un giornalismo che il prof. Zironi, uno dei luminari dell&#8217;enologia in Italia in questo momento, ha definito giustamente e impietosamente &#34;giornalismo da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="20" hspace="20" align="left" src="http://www.odello.it/blog/public/wp/Image/homersimp.jpg" alt="" /></p>
<p>Interessante osservare la comunicazione del mondo del vino in questi giorni di crisi dopo la pubblicazione dell&#8217;articolo de L&#8217;Espresso dal chiaro titolo &quot;<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Benvenuti-a-Velenitaly/2011967&amp;ref=hpstr1">Velenitaly</a>&quot;. Un pezzo scritto con l&#8217;obiettivo dello scandalo e dello scoop, un giornalismo che il prof. Zironi, uno dei luminari dell&#8217;enologia in Italia in questo momento, ha definito giustamente e impietosamente &quot;giornalismo da guardoni&quot;. Giornalisti a caccia della notizia, com&#8217;&egrave; giusto che sia, ma soprattutto alla ricerca di facile visibilit&agrave; sulla pelle altrui (e questo credo sia fuori dall&#8217;etica, cari colleghi). Tanto in questo paese nessuno paga per le inesattezze commesse (e ne so qualcosa dato che anche la grappa, settore in cui lavoro, &egrave; stata toccata da queste penne illuminate pagate un tanto al chilo per gettare merda, scusate il termine, sul resto del mondo. Ma le stesse penne illuminate sono state costrette  a rettificare <a href="http://www.agi.it/food/notizie/200804091323-eco-rt11085-art.html">qui</a> quanto prima affermato <a href="http://www.agi.it/food/notizie/200804080738-san-rt11000-art.html">qui</a>).</p>
<p>Ci&ograve; detto guardiamo come ha reagito il mondo del vino (si tratta solo di alcuni riferimenti, in verit&agrave; c&#8217;&egrave; gi&agrave; un&#8217;ampia letteratura in materia):</p>
<ul>
<li>i giornalisti da scoop (<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Benvenuti-a-Velenitaly/2011967&amp;ref=hpstr1">qui</a>):</li>
<li>i giornalisti con la testa sulle spalle (<a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2008/04/massafra_ho_visto_cose.html#more">qui</a>, ma qualcuno direbbe, ingiustamente, pavidi):</li>
<li>i vari commentatori-blogger, pari ai giornalisti guardoni, forse peggio perch&eacute; loro non hanno neanche la notizia, la commentano solo, non meritano neppure di essere linkati;</li>
<li>gli enti e le associazioni del vino che &quot;plaudono e bla bla bla&quot; (un esempio <a href="http://www.cia.it/cia/#">qui</a>).</li>
</ul>
<p>Comments are welcomed. Ma forse &egrave; meglio lasciare perdere: nessuno ha sinora saputo gestire la crisi. Tanti proclami, poca capacit&agrave; di reagire con dati ineluttabili, poca capacit&agrave; di fare la guerra a un giornalismo che ci sotterrer&agrave; tutti.</p>
<p>P.S. Chi scrive &egrave; iscritto all&#8217;Ordine dei Giornalisti, ma ogni anno si chiede perch&eacute; deve versare la quota. Fortuna che almeno &egrave; deducibile dalle tasse. Per quanto riguarda l&#8217;immagine: mentre scrivo sto guardando i Simpsons e a me Homer sembra molto pi&ugrave; affidabile dell&#8217;80% dei colleghi che ho visto scrivere del caso in questi giorni.</p>
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		<title>CNN: spettatori e reporter a Malibu, ma con prudenza</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 04:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella copertura dell&#8217;incendio che sta devastando la zona di Malibu in California, CNN invita gli spettatori a inviare video e immagini attraverso il servizio I-Report. Questa notte nelle news &#232; intervenuto in diretta uno spettatore che ha inviato un video realizzato con il telefonino (si vedono le nubi di fumo avvicinarsi ai dormitori del college [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella copertura dell&#8217;incendio che sta devastando la zona di Malibu in California, CNN invita gli spettatori a inviare video e immagini attraverso il servizio <a href="http://edition.cnn.com/exchange/">I-Report</a>. Questa notte nelle news &egrave; intervenuto in diretta uno spettatore che ha inviato un video realizzato con il telefonino (si vedono le nubi di fumo avvicinarsi ai dormitori del college frequentato  dallo spettatore). In una delle edizioni precedenti la conduttrice aveva avvisato i telespettatori di realizzare questi video in sicurezza, senza esporsi a rischi. Ragionevole: non si sa mai che qualcuno si faccia del male e chieda i danni alla CNN (basti pensare alle note vicende del <a href="http://www.centerjd.org/free/mythbusters-free/MB_mcdonalds.htm">caff&egrave; ustionante di McDonald&#8217;s</a> e ad altri episodi del genere).</p>
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		<title>Corso di giornalismo enogastronomico</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 16:42:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[La Scuola superiore di giornalismo dell&#8217;Universit&#224; di Bologna organizza &#34;Le parole del cibo&#34;, corso di giornalismo e comunicazione enogastronomica. Si terr&#224; dal 25 febbraio all&#8217;11 aprile 2008. Questi i temi trattati: societ&#224; e alimentazione; dalla terra alla tavola: produrre nell&#8217;agroalimentare; le imprese del cibo; aspetti, figure e problematiche della ristorazione: dal passato al futuro; vino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Scuola superiore di giornalismo dell&rsquo;Universit&agrave; di Bologna organizza &quot;Le parole del cibo&quot;, corso di giornalismo e comunicazione enogastronomica. Si terr&agrave; dal 25 febbraio all&rsquo;11 aprile 2008. Questi i temi trattati:</p>
<ul>
<li>societ&agrave; e alimentazione;</li>
<li>dalla terra alla tavola: produrre nell&rsquo;agroalimentare;</li>
<li>le imprese del cibo;</li>
<li>aspetti, figure e problematiche della ristorazione: dal passato al futuro;</li>
<li>vino e cibo: comunicare la cucina;</li>
<li>tendenze, modalit&agrave; e linguaggi del giornalismo gastronomico.</li>
</ul>
<p>La supervisione del corso sar&agrave; affidata a Enzo Vizzari, curatore della guida de L&rsquo;Espresso. Tra i docenti lo storico Massimo Montanari , l&rsquo;esperto di comunicazioni di massa Roberto Grandi, il ministro delle politiche agricole Paolo De Castro, l&rsquo;endocrinologo Mauro Defendente Febbrari. Inoltre Giancarlo Roversi, direttore di &ldquo;Atmosphere&rdquo;, Fiammetta Fadda, critica di Panorama, Antonio Paolini, critico de Il Messaggero, Marco Bolasco, direttore della guida dei ristoranti del Gambero Rosso, Federico Quaranta conduttore di Decanter su Radio2, Alessandro Regoli, direttore di WineNews. A questi si aggiungeranno le testimonianze di altri professionisti del settore.</p>
<p>Informazioni: segreteria della Scuola Superiore di Giornalismo (tel. 051 2091978, <a href="mailto:scgiorn@alma.unibo.it">scgiorn@alma.unibo.it</a>, <a href="http://www.unibo.it/ssg">www.unibo.it/ssg</a>)</p>
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		<title>Inviare la rassegna stampa ai giornalisti: a che pro?</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 11:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[i buoni e i cattivi]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Non capisco chi invia ai giornalisti la propria rassegna stampa: &#34;siamo comparsi sulla testata X&#34;, &#34;saremo in onda su Y&#34; (di seguito ripubblico il comunicato stampa che ho ricevuto oggi). Che vogliano rafforzare nei giornalisti il timore, innato in ogni professionista che si rispetti, di bucare la notizia? I giornalisti seri sono aggiornati in riferimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco chi invia ai giornalisti la propria rassegna stampa: &quot;siamo comparsi sulla testata X&quot;, &quot;saremo in onda su Y&quot; (di seguito ripubblico il comunicato stampa che ho ricevuto oggi). Che vogliano rafforzare nei giornalisti il timore, innato in ogni professionista che si rispetti, di bucare la notizia? I giornalisti seri sono aggiornati in riferimento alle testate del loro settore e sono spesso in contatto con i colleghi. Insomma, a che scopo inviare la rassegna stampa ai giornalisti? Se hanno bisogno di valutare quanto &egrave; gi&agrave; uscito hanno le loro rassegne oppure vi scriveranno per chiedervi la vostra. Pensate, cari colleghi, se ogni addetto stampa ogni volta che esce una notizia di suo interesse dovesse girarla ai giornalisti. Come dicevano gli ambientalisti una volta: puliamo il mondo. Suvvia, dateci una mano a tenere pulito il settore: c&#8217;&egrave; gi&agrave; tanto ciarpame che arriva per e-mail.</p>
<div style="text-align: center;">* * * *</div>
<p><span style="font-style: italic;">OndaSuOnda accende la tv</span><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">L&rsquo;expo dell&rsquo;Adriatico su Rai 2, Gambero Rosso Channel e Sat2000</span><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Pesaro, 16 novembre 2007 &ndash; Si avvicina l&rsquo;evento OndaSuOnda e a segnalare questo nuovo appuntamento nel panorama nazionale, dopo il prestigioso settimanale I Viaggi di Repubblica (venerd&igrave; 15 novembre), &egrave; Eat Parade, la nota rubrica del Tg2-RAI dedicata al mondo dell&rsquo;enogastronomia. Domenica 18 novembre alle ore 18,45 (con repliche luned&igrave; 19 e domenica 25 alle 6,15) la trasmissione televisiva che ogni settimana dispensa informazioni utili per chi vuol bere bene e mangiar sano, segnala a tutti i &ldquo;buongustai&rdquo; l&rsquo;appuntamento con il salone che dal 23 al 26 novembre a Fiere di Pesaro far&agrave; conoscere e degustare le eccellenze enogastronomiche, agroalimentari e ittiche del mare Adriatico. La notizia &egrave; anche sul sito ufficiale del TG2-Rai all&rsquo;indirizzo www.tg2.rai.it.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Altre trasmissioni televisive a diffusione nazionale si occuperanno di OndaSuOnda: luned&igrave; 19 novembre alle ore 10.50 circa il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli insieme al vice presidente e assessore al Turismo della Regione Marche Luciano Agostini saranno intervistati in diretta telefonica dal programma &ldquo;Detto tra noi&rdquo; della rete Sat2000. Il primo cittadino pesarese presenter&agrave; la citt&agrave; che ospiter&agrave; l&rsquo;evento internazionale, mentre il vice presidente e assessore regionale Agostini illustrer&agrave; nei dettagli il salone. Il tutto potr&agrave; essere seguito sul canale 801 di Sky, in chiaro su numerose tv locali italiane che fanno parte del circuito Sat2000 e che coprono l&rsquo;intero territorio nazionale; infine, in diretta streaming su www.sat2000.it.</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">E ancora, il Gambero Rosso Channel, il canale 410 di Rai Sat, il pi&ugrave; autorevole per l&rsquo;enogastronomia e la buona cucina, trasmetter&agrave; gioved&igrave; 22 novembre alle ore 21 (in replica venerd&igrave; alle ore 14 e alle ore 19) nel programma &ldquo;Bollito Misto&rdquo;, l&rsquo;intervista all&rsquo;amministratore unico di Fiere di Pesaro Giancarlo Zuccarini.</span></p>
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		<title>Il caso dello SkypePhone: i blogger non sono giornalisti</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 01:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se qualcuno si faceva ancora la domanda se i blogger sono giornalisti, tormentone sempre attuale, al di l&#224; di pronunciamenti legali pi&#249; o meno ectalanti, la risposta ci viene da un caso pratico riportato da Alessandro Longo e che riguarda lo SkypePhone. Alessandro, giornalista e blogger, fa notare al popolo della blogosfera di avere riportato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se qualcuno si faceva ancora la domanda se i blogger sono giornalisti, tormentone sempre attuale, al di l&agrave; di pronunciamenti legali pi&ugrave; o meno ectalanti, la risposta ci viene da <a href="http://www.alongo.it/?p=597">un caso pratico riportato da Alessandro Longo</a> e che riguarda lo SkypePhone. Alessandro, giornalista e blogger, fa notare al popolo della blogosfera di avere riportato inesattezze sul prodotto. E gli dice: potevate verificare con l&#8217;ufficio stampa. Quelli gli rispondono: noi scriviamo da consumatori, non da giornalisti. E allora per favore i blogger che rispondono cos&igrave; smettano di atteggiarsi da professionisti dell&#8217;informazione perch&eacute; chi fa informazione verifica le notizie alla fonte. Alcuni giornalisti sono anche blogger, ma i blogger generalmente non sono giornalisti. Se vogliono fare veramente informazione dal basso, si adeguino alla prassi: verifichino le fonti.</p>
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		<title>I social network come fonte giornalistica</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 13:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante il servizio del TG1 sulla morte della studentessa inglese a Perugia &#232; stato fatto riferimento esplicito a Facebook, mostrando le pagine della ragazza. E&#8217; interessante notare come i social network diventano un&#8217;ulteriore fonte per i giornalisti, affiancandosi a quelle pi&#249; tradizionali. Una fonte, tra l&#8217;altro, di notevole rilevanza perch&#233; &#232; una narrazione autobiografica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante il servizio del TG1 sulla morte della studentessa inglese a Perugia &egrave; stato fatto riferimento esplicito a Facebook, mostrando le pagine della ragazza. E&#8217; interessante notare come i social network diventano un&#8217;ulteriore fonte per i giornalisti, affiancandosi a quelle pi&ugrave; tradizionali. Una fonte, tra l&#8217;altro, di notevole rilevanza perch&eacute; &egrave; una narrazione autobiografica.</p>
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		<link>http://www.odello.it/blog/index.php/2007/10/l-intervista-non-e-terra-senza-regole/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 23:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[La giornalista di &#34;60 Minutes&#34; della CBS pone a Sarkozy, il presidente francese, una domanda sulla ormai ex-moglie Cecilia e lui, infuriato, si alza e se ne va (qui la notizia da Repubblica, qui il video sempre da Repubblica). Se la domanda era fuori dai temi concordati in precedenza, ha ragione Sarkozy. Sono infatti dell&#8217;opinione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornalista di &quot;60 Minutes&quot; della CBS pone a Sarkozy, il presidente francese, una domanda sulla ormai ex-moglie Cecilia e lui, infuriato, si alza e se ne va (<a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2644844.html?ref=hpsbdx2">qui</a> la notizia da Repubblica, <a href="http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&amp;cont_id=13882" target="_blank">qui</a> il video sempre da Repubblica). Se la domanda era fuori dai temi concordati in precedenza, ha ragione Sarkozy. Sono infatti dell&#8217;opinione che una volta concordati i temi di un&#8217;intervista, questa possa spaziare a tutto campo su questi e l&#8217;intervistato non possa rifiutarsi di rispondere alle domande. In caso contrario ha la libert&agrave; di non fornire risposte. Un collega di un ufficio stampa mi ha raccontato di un episodio in cui ha interrotto un&#8217;intervista televisiva. Il giornalista, nell&#8217;occasione, ha incalzato l&#8217;intervistato su un tema che era stato precedentemente  e concordamente escluso. Ragion per cui il collega ha liquidato il giornalista e la sua troupe. Avrei fatto lo stesso.</p>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 23:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ero all&#8217;universit&#224; mi ricordo che il nostro buon professore di giornalismo ci narrava dell&#8217;ineluttabile tendenza al sensazionalismo. Gi&#224; all&#8217;epoca avevo una spiccata tendenza al rifiuto di qualsivoglia evento definito sbrigativamente eccezionale. Ci sono avvenimenti straordinari nella storia, ma non uno al giorno. Ma le linee editoriali di molti giornali non sembrano concepire questo limite. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero all&#8217;universit&agrave; mi ricordo che il nostro buon professore di giornalismo ci narrava dell&#8217;ineluttabile tendenza al sensazionalismo. Gi&agrave; all&#8217;epoca avevo una spiccata tendenza al rifiuto di qualsivoglia evento definito sbrigativamente eccezionale. Ci sono avvenimenti straordinari nella storia, ma non uno al giorno. Ma le linee editoriali di molti giornali non sembrano concepire questo limite. E fanno dello straordinario e del sensazionale un cavallo di battaglia, talvolta addirittura l&#8217;unico.</p>
<p>La cronaca nera &egrave; probabilmente uno dei generi che &egrave; stata maggiormente toccata dal sensazionalismo. Le prime pagine si fanno di nera, senza il morto ammazzato sembra che il giornale non valga gli spiccioli del suo prezzo. Come gi&agrave; detto, &egrave; una tendenza che a me non piace per niente. Per&ograve; &egrave; un dato di fatto e in questi giorni mi domandavo se ai lettori veramente piace questa abbuffata di nera e, in caso affermativo, perch&eacute;.</p>
<p>Nel 1999, Paolo Gambescia, direttore de L&#8217;Unit&agrave;, in un&#8217;intervista ai ragazzi di <a href="http://caffeeuropa.it/dossier/25criminegambescia-ok.html" target="_blank">Caff&egrave; Europa</a> affermava:</p>
<p>&quot;Quando io ho cominciato questo mestiere, 35 anni fa, a nessuno di noi veniva in mente di andare a capire perch&eacute; ci fosse stato uno scippo o ci fosse stato un furto in appartamento; era un fenomeno di delinquenza comune punto e basta. Oggi, e questo &egrave; sicuramente positivo, la prima domanda che ti fai &egrave;: dove &egrave; avvenuto? Ai danni di chi? Perch&eacute;? Ci sono stati altri episodi? E&#8217; una cosa normale? Questo fa fare un salto nell&#8217;analisi, perch&eacute; il fatto criminale non &egrave; pi&ugrave; riferito solamente all&#8217;effetto che provoca rispetto al singolo caso ma &egrave; inquadrato in una visione molto pi&ugrave; generale. In questo i giornali hanno fatto un salto, sicuramente. Sono i fatti, la condizione che crea le premesse per questo salto di analisi.&quot;</p>
<p>Oggi, a distanza di otto anni, mi pare invece che questo approccio sia completamente perso. Forse anche in Italia siamo addirittura pronti per quanto riportato da <a href="http://reporters.blogosfere.it/2007/03/la-cronaca-nera-mettiamola-nel-blog.html" target="_blank">Carlo Felice Dalla Pasqua</a> e da <a href="http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/giornalismodaltri/2007/03/01/con-blog-e-database-in-soccorso-della-nera/" target="_blank">Mario Tedeschini Lalli</a>: un blog ufficiale di una testata, <a href="http://latimesblogs.latimes.com/homicidereport/" target="_blank">The Homicide Report di Jill Leovy</a>, che racconti ai lettori le morti violente, fornendo i dettagli che per ragioni tecniche, per esempio la necessit&agrave; di andare stampa, sono stati omessi, o quelli di cui il giornalista &egrave; venuto a conoscenza successivamente.</p>
<p>Ci&ograve; che colpisce maggiormente &egrave; che oggi la stampa copre con efficienza e puntualit&agrave; un numero molto elevato di casi di cronaca nera. Alcuni di questi vengono elevati a narrazioni che si protraggono per mesi, occupando spazi mediatici enormi senza per&ograve; uscire dalla loro singolarit&agrave;. L&#8217;episodio di Cogne o quello di Garlasco sono certamente rilevanti nel loro accadere, poi, invece che venire contestualizzati e spiegati, per quanto possibile, nei giorni e mesi successivi diventano piccole grandi storie di orrore fine a se stesso. Vengono forniti dettagli, anche i pi&ugrave; insignificanti, ma sempre fermandosi al livello della pura sensazione. Perch&eacute; quella madre avrebbe ucciso il figlio? Perch&eacute; quel ragazzo avrebbe ucciso la fidanzata? Non &egrave; dato ascoltare opinioni che possano chiarire se si tratta di fenomeni elevati o di vere e proprie spie di un malessere sociale allarmante.</p>
<p>Una delle basi della cronaca &egrave; distinguere la narrazione dell&#8217;accaduto dal commento. Distinzione sacrosanta e fondamentale. Ad ogni modo pare che il commento, la spiegazione, la contestualizzazione dell&#8217;evento in un discorso pi&ugrave; sociale e meno individuale, non sia pi&ugrave; ricercata. Sempre pi&ugrave; spesso mi sembra che passi una comunicazione a livello zero, che si ferma alla nozione, non fornisce una chiave interpretativa. A questo punto c&#8217;&egrave; da domandarsi se ci&ograve; sia fatto per ragioni organizzative &#8211; redazioni con sempre meno tempo, pezzi affidati a stagisti ancora incapaci di andare oltre il fatto &#8211; o perch&eacute; veramente il pubblico desidera semplicemente il mostro in prima pagina, senza altri orpelli.</p></p>
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		<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 23:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa sera chiaccheravo con una collega straniera che lavora alla Reuters. Mi spiegava che non sa quanto si fermer&#224; ancora in Italia perch&#233; normalmente Reuters turna i suoi corrispondenti ogni 3-5 anni. In questo modo cerca di evitare che si instaurino dei rapporti troppo stretti tra il corrispondente e il paese, rapporti che potrebbero minare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa sera chiaccheravo con una collega straniera che lavora alla Reuters. Mi spiegava che non sa quanto si fermer&agrave; ancora in Italia perch&eacute; normalmente Reuters turna i suoi corrispondenti ogni 3-5 anni. In questo modo cerca di evitare che si instaurino dei rapporti troppo stretti tra il corrispondente e il paese, rapporti che potrebbero minare la sua oggettivit&agrave;. E&#8217; lo stesso meccanismo che si applica in diplomazia.</p>
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