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	<title>odello.blog &#187; repubblica democratica tedesca</title>
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		<title>DDR Life &amp; Design</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 20:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img hspace="15" align="left" vspace="15" src="http://www.odello.it/blog/public/wp/Image/a-hands-on-experience-of-ev.jpg" alt="" />Cos&#8217;&egrave; stata la Repubblica Democratica Tedesca? Una domanda alla quale la storia ha dato una risposta chiara: un fallimento. E&#8217; bastato pochissimo tempo per ricongiungere le due Germanie dopo la caduta del Muro nel 1989. Avevo letto che questa riunificazione non era stata indolore dal punto di vista economico, con la ex-Germania dell&#8217;Ovest a dovere sopportare l&#8217;impatto della sorella dell&#8217;Est con la dura realt&agrave; del libero mercato. </p>
<p>Il segno che &egrave; rimasto &egrave; profondo anche moralmente, me ne sono reso conto nel mio recente viaggio a Berlino. Il Muro &egrave; un&#8217;eredit&agrave; che si sente, oggi viene ricordato in pi&ugrave; punti della citt&agrave;. Ma la Repubblica Democratica Tedesca non era solo lo strappo tra la parte occidentale e quella orientale della citt&agrave;. Erano circa 17 milioni di persone che vivevano in un regime, ma che nascevano, amavano, si sposavano, tiravano su bambini, invecchiavano, morivano. Tra le mille difficolt&agrave; dell&#8217;economia pianificata, ma anche nella certezza che, in fin dei conti, nella Deutsche Demokratische Republik nessuno sarebbe morto di stenti. C&#8217;era poco, quasi nulla di alcuni beni, ma ce n&#8217;era per tutti, almeno a rotazione.</p>
<p><img hspace="15" align="right" vspace="15" alt="" src="http://www.odello.it/blog/public/wp/Image/ddr-design-001.jpg" />Oggi c&#8217;&egrave; chi cerca di raccontare quella realt&agrave;. E&#8217; il <a href="http://www.ddr-museum.de/en/">DDR Museum</a> di Berlino. Il suo fondatore, l&#8217;etnologo Robert Rueckel, &egrave; stato accusato di una visione troppo benigna sulla dura realt&agrave; della Germania dell&#8217;Est. Ma, come fa giustamente rilevare, non si tratta di revisionismo, non si tratta di porre in una luce migliore ci&ograve; che la storia ha chiaramente condannato come un periodo di sonno dei diritti umani. Il DDR Museum, in un allestimento originale e curato, ripropone la vita nella Germania dell&#8217;Est per temi. Offre uno spaccato delle vacanze dell&#8217;epoca, della piccola instabile ma agognata Trabant, il sogno di mobilit&agrave; del cittadino medio. E poi ci parla del lavoro e dei media, facendoci scoprire che alcune trasmissioni della televisione del regime erano apprezzate perfino dai fratelli della Germania Ovest. E non tace certo sulla dura repressione della Stasi, la temibile polizia politica e, naturalmente, non manca di citare il Muro. Ma, senza volere nascondere la ferita ancora aperta per una buona parte della popolazione &#8211; perch&eacute; il Muro &egrave; caduto meno di 20 anni fa &#8211; non si riduce a questa, e ci fa capire com&#8217;era la vita dei tedeschi dell&#8217;Est.</p>
<p><img hspace="15" align="left" vspace="15" alt="" src="http://www.odello.it/blog/public/wp/Image/ddr-design-002.jpg" />Una vita in cui aveva un ruolo quello che Guenter Hoehne ha definito come <a href="http://www.amazon.de/DDR-Design-G%C3%BCnter-H%C3%B6hne/dp/3898365875">DDR Design</a>, la ricerca della funzionalit&agrave; e del bello in un regime dove le risorse manifatturiere erano perennemente scarse. Nel bel lavoro di Hoehne si apprezzano le linee semplici e pulite degli oggetti dell&#8217;epoca, tra loro anche le fotocamere e tra queste la mitica Praktica che posso dire, per esperienza personale, essere veramente un&#8217;ottima macchina ancora oggi. Ma anche tanti altri oggetti di uso quotidiano e non solo, perch&eacute; sono presentati anche i mezzi di trasporto e i ritrovati della tecnica dell&#8217;epoca. Un bel modo per entrare nello spirito, controverso, dell&#8217;epoca.</p>
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